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Cecchina: ex marito violento viene allontanato da casa di moglie e figlia

ALBANO LAZIALE (cronaca) - Aveva iniziato a vivere davanti la loro abitazione, poi l'intervento dei Carabinieri
 
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Una storia di violenza e vagabondaggio arriva dalla popolosa frazione di Cecchina (Albano), dove da diversi anni un cittadino romeno 51enne, spesso ubriaco e aggressivo, era stato allontanato dal giudice dalla casa familiare, dove vive la moglie e la figlia, connazionali, lavoratrici e ben integrate nella comunità. 
 
L'uomo per diverse occasioni, in preda ai fumi dell'alcol, aveva aggredito più volte la moglie e spaventato la ragazza. In diverse occasioni sono dovuti intervenire i carabinieri della locale stazione, fino al provvedimento del giudice della procura veliterna di allontanamento dalle due congiunte per motivi di sicurezza, a cui seguirà il processo nell'ambito della legge sul "Codice Rosso". 
 
Il soggetto però, di tutta risposta, non ha voluto sentire ragioni, ed ha continuato a vivere in strada, in piazza Salvo D'acquisto, dormendo all'addiaccio in una sorta di baraccopoli a cielo aperto in pieno centro, nella zona di via Friuli, nel piazzale davanti al teatro auditorium cecchinense.
 
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La settimana scorsa, l'intervento dei carabinieri, polizia locale e servizi sociali del comune di Albano per rimuovere il tugurio a cielo aperto che l'uomo aveva attrezzato in strada e la sistemazione presso una struttura ricettiva dei Castelli Romani, trovata dai servizi sociali, per avere vitto e alloggio. Ma dopo pochi giorni l'uomo è tornato a vivere in piazza D'acquisto e il giorno dopo di nuovo l'intervento delle forze dell'ordine, la rimozione del letto, delle coperte e altri oggetti personali. E la promessa del soggetto di andare a vivere presso alcuni connazionali nella zona rurale di Cecchina. Ma ora emerge nuovamente che l'uomo, secondo alcune segnalazioni, vive di nuovo accampato in un rudere di campagna, in una sorta di casolare abbandonato, in un uliveto di una proprietà privata, dove la forza pubblica e il comune non possono intervenire. L'uomo stesso non ha accettato l'aiuto e la sistemazione offerta dai servizi sociali in una struttura ricettiva convenzionata con il comune e preferisce vivere lì, da solo e in condizioni selvagge.
 
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L'unica cosa che potranno fare le forze dell'ordine, sarà quella di arrestarlo se si avvicina di nuovo con fare minaccioso alla casa dove abitano moglie e figlia, come stabilisce la legge sui maltrattamenti in famiglia e le nuove normative del "Codice Rosso" contro la violenza sulle donne.
 
In un'occasione i carabinieri di Cecchina, alcuni mesi fa, intervenuti in casa dell'uomo, dovettero disarmarlo di una accetta con la quale stava minacciando la moglie, in preda ai fumi dell'alcol, sotto gli occhi atterriti della giovane figlia ventenne.