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I Giovani Democratici di Albano Laziale ricordano Aldo Moro

ALBANO (politica) - Il ricordo dei Giovani Democratici albanensi

ilmamilio.it 

Una riflessione dei Giovani Democratici di Albano Laziale in memoria dei 42 anni dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro.

“Tra i fondatori della Democrazia cristiana e suo rappresentante alla Costituente, Aldo Moro ne divenne segretario (1959-1963).

Come presidente del Consiglio guidò diversi governi di centro-sinistra (1963-68), promuovendo nel periodo 1974-76 la cosiddetta strategia dell’attenzione verso il Partito Comunista Italiano.

 Nel 1974 costituisce il suo quarto governo, ma l’anno successivo una novità importante cambia il quadro politico italiano. Alle elezioni amministrative del 1975 il PCI ha ottenuto un grande consenso, riportando al centro del dibattito politico la strategia che Moro ha sostenuto per molto tempo: coinvolgere il PCI nella compagine governativa per dare una nuova spinta riformista al paese. Dal luglio del 1976 al marzo 1978 l’Italia ha conosciuto la stagione della solidarietà nazionale. La guida democristiana del governo è stata sostenuta dall’esterno da tutti i partiti dell’arco costituzionale che si sono astenuti.

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 Il 16 marzo del 1978 un commando delle Brigate Rosse rapisce Aldo Moro: il leader della DC  si stava recando in Parlamento dove avrebbe votato la fiducia al primo governo con il sostegno del Partito Comunista Italiano.

Da qui si ebbero 55 giorni di reclusione per l'allora presidente della DC.

55 giorni che videro Moro costretto  ad una prigionia causata da una forza esterna, non generata direttamente da lui.

55 giorni che, oggi, a distanza di 42 anni, ci hanno portato ad una reclusione forzata, anche noi per colpa di una forza esterna, seppure di diversa natura, ma che ci ha portati, come portò in quel tempo Aldo Moro, a riflettere sulla società, sulla comunità sulla politica, sull'umanità, come concetto universale e come attributo di ognuno di noi. 

Un paradosso storico, questo, sul quale ci siamo fortemente interrogati e che ha volutamente portato ad una riflessione, sotto una nuova luce,  sul messaggio politico di Moro.

Una frase colpisce per la sua attualità e carica profetica, scritta da Aldo Moro alla fine degli anni Sessanta: «Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo».

 

Un messaggio che ha tuonato nelle nostre coscienze.

Questo, ne siamo convinti, è uno degli insegnamenti più importanti che ragazzi che fanno politica possano apprendere, e soprattutto, mettere in pratica”.