STORIE - La Necropoli della Banditaccia a Cerveteri e i sacrifici umani degli Etruschi

Pubblicato: Mercoledì, 22 Aprile 2020 - Giulia Bertotto

necropoli banditaccia1 cerveteri ilmamilioCERVETERI (storie) - Uno dei siti più straordinari della nostra regione, a due passi da Roma

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La civiltà etrusca è stata centrale nella costituzione culturale del centro Italia, infatti la sua presenza sulle coste del Lazio è databile circa all'XI secolo a. C in quell'area che chiamiamo Etruria (Italia centrale tra odierne Lazio e Toscana, ma anche Emilia e Campania). Sappiamo oggi che questo popolo ha partecipato alla fondazione della città di Roma, ed è ampiamente studiato dagli antropologi per via dei suoi riti funebri elaborati.

A Cerveteri la necropoli etrusca meglio nota come Necropoli della Banditaccia è un sito archeologico risalente forse al VII secolo a.C.

Dal 2004 questo sito è stato inserito nella lista UNESCO entando a far parte del patrimonio dell’umanità. Il numero stimato delle tombe e impressionante, sarebbero infatti 20.000. sono ospitate alcune tombe importanti come quella dei letti funebri, dei capitelli, dei vasi greci e dei Rilievi dove sono stati tovati affreschi e oggetti appesi alle pareti, di valore storico inestimabile.

La necropoli etrusca di Cerveteri ci dice molto sulla loro concezione dell’aldilà: Le tombe sono costruite sul modello delle case, quindi divise in ambienti con porte tra essi, finestre sull'esterno, mobili e oggetti di uso comune e monili. Dunque la loro architettura e i loro interni erano progettati secondo l'idea che la morte fosse il passaggio ad una dimensione dove la vita in qualche modo continuava, una sorta di cambio di dimora. Una vita regolata da Aita, il dio etrusco dell'oltretomba, il quale ha diverse corrispondenze con il dio greco Ade, ma affine anche all'antico Egitto, nel quale si riteneva necessario accompagnare il defunto con oggetti che potessero essere utili o di buona fortuna nel trapasso.

Eppure questo popolo sofisticato, che aveva una sua trinità di dei chiamati Tinia, Uni e Mnerva, accoglieva anche istanze che noi consideriamo barbare e violente. Associamo di solito la pratica dei sacrifici umani alle società tribali sudamericane come Maya e Atzechi, eppure sono state forme rituali appartenenti anche alle nostre origini pre-cristiane. Un aspetto macabro ma interessante di questo antico popolo è quello relativo ai sacrifici umani. I sacrifici nell’antichità servivano a sprigionare una sorta di forza offerta alle divinità in cambio di una richiesta o di un buon auspicio per la riuscita di un'attività umana. Spesso erano scelte come vittime rituali le vergini o i bambini perché da loro la purezza era considerata preziosa nella “trattativa” con la divinità.

La recente scoperta nei pressi di Siena, a Chiusi, di una sepoltura anomala ha fatto luce su una tomba a camera e a fossa del VII secolo, probabilmente una sepoltura avvenuta in seguito a un sacrificio umano. Sembra che anche la fondazione di Roma avvenuta il 21 aprile del 753 a.C. sia stata coronata da un sacrificio umano. Non ci sarebbe da sorprendersi, ricordiamo infatti che Roma fu fondata dalla sinergia di latini sabini ed etruschi.


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