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Ariccia, ordinanza di pubblica sicurezza sulla distribuzione degli aiuti. Autorizzate solo le associazioni

 
  • ARICCIA (attualità) - L’adozione di tali misure è motivata dalla necessità di evitare che persone non autorizzate, prive di adeguati dispositivi di protezione individuale e non a conoscenza della situazione familiare dell’assistito, possano entrare in contatto con persone positive o in stato di quarantena.
     
    ilmamilio.it
     
    Una misura a tutela della pubblica incolumità, per motivi di pubblica sicurezza e di ordine pubblico è stata firmata dal vicesindaco di Ariccia, Elisa Refrigeri, un'ordinanza valida fino al termine dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nella quale si dispone con decorrenza immediata, al fine di evitare la dispersione di risorse e sovrapposizione di azioni, che tutte le iniziative rivolte alla distribuzione di generi alimentari e di beni di prima necessità siano svolte esclusivamente dalle associazioni che, alla data di entrata in vigore della ordinanza, siano inserite tra le organizzazioni operanti nell’ambito del C.O.C. – Centro operativo Comunale.
     
    È consentita la consegna da parte degli esercizi commerciali o soggetti diversi dai suddetti presso i centri di raccolta individuati nella sede della Confraternita di Misericordia di Ariccia, sita in Via A. Chigi n.46, dell’Associazione La Fenice 2010, sita in Via Cicerone n. 1 e presso le associazioni di beneficenza convenzionate con il banco alimentare della Regione Lazio. In questo modo chiunque voglia donare beni di prima necessità di qualsiasi tipo sa a chi rivolgersi. Associazioni o soggetti diversi da quelli operanti nell’ambito del COC potranno donare pasti caldi, previa comunicazione al servizio sociale comunale, al fine di coordinarne la distribuzione degli stessi nel rispetto delle norme vigenti in materia.
     

    L’adozione di tali misure è motivata dalla necessità di assicurare un effettivo contenimento della pandemia in atto, evitando che persone non autorizzate, prive di adeguati dispositivi di protezione individuale e non a conoscenza della situazione familiare dell’assistito possano entrare in contatto con persone positive o in stato di quarantena.  A ciò si aggiunge parimenti la necessità di assicurare la tutela della cittadinanza da possibili azioni di sciacallaggio e di abuso, soprattutto nei confronti delle fasce deboli della popolazione, consentendo solo a persone autorizzate e identificate di poter accedere, nel rispetto della vigente normativa, presso le abitazioni. È fatta salva e apprezzata la volontà di quanti desiderino dedicare il proprio tempo e mettere le proprie energie a disposizione della collettività ed è proprio a tutela della loro salute che l’Amministrazione ha ritenuto opportuno adottare l’ordinanza.