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Coronavirus: nella Asl Rm6 il 22% dei contagi dell'intera regione Lazio. Il dettaglio

curva contagi aslRm6 200420 ilmamilioALBANO LAZIALE (salute) - La consueta nota dei Comunisti italiani. Rispetto al picco del 15 aprile si è scesi solo dell'11%. In RSA e cliniche la grande maggioranza dei casi di covid-19

ilmamilio.it - nota stampa

Nella ASL RM6, che comprende i Castelli Romani e la Litoranea, il 18 aprile il numero dei positivi è salito a 945, con altri 33 nuovi casi. (in tutto il Lazio i casi sono stati finora 4.321, quindi il 22% nella sola Asl Rm6, ndr)

Continua il disastro “colposo” nelle case di riposo, RSA e strutture ospedaliere “private”.

Nella casa di cura San Raffaele di Montecompatri i positivi sono saliti a 17 casi, di cui uno è deceduto. Dopo la decisa azione del Sindaco di Montecompatri, che aveva isolato la struttura, la ASL RM6 ha spostato tutti i positivi.

Nella struttura per anziani “Villa Nina” di Frattocchie, nel comune di Marino, i contagi da coronavirus sono arrivati a 80 casi. Si registrano purtroppo i primi tre decessi.

In una struttura per anziani di Pavona, nel comune di Albano, i contagi da coronavirus sarebbero 10. La ASL RM6 ha spostato tutti i positivi nelle strutture Covid.

All'INI di Grottaferrata, secondo quanto comunicato dal Sindaco, i positivi sono saliti a 48, riscontrati sia tra i pazienti sia tra gli operatori. La ASL RM6 ha spostato tutti i positivi nelle strutture Covid. All'INI oggi non ci sono casi di positività.

A Villa delle Querce di Nemi, sono stati comunicati oggi 9 pazienti anziani positivi e 3 operatori positivi. È stato isolato il reparto lungodegenza. La ASL RM6 sta facendo i tamponi a tutto il personale sanitario e non. La situazione rischia di andare fuori controllo.

LEGGI A Villa delle Querce 9 gli anziani positivi: nessun caso grave. In isolamento la cittadina di Nemi contagiata

Nella casa di cura San Raffaele di Rocca di Papa i positivi sono saliti a 149 casi. Si tratta di 119 pazienti del reparto di lunga degenza e di 30 operatori sanitari. Purtroppo si contano i primi dieci decessi.

Insomma, mentre i cittadini sono chiusi in casa, il coronavirus si diffonde indisturbato nelle case di riposo, nelle RSA e nelle strutture ospedaliere “private”, che sono diventati i pericolosi focolai della diffusione del virus.

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Il caso più preoccupante è quello riferito alla casa di cura San Raffaele di Rocca di Papa, con 149 casi, di cui 30 operatori sanitari, e 10 decessi.

I familiari degli anziani ricoverati al San Raffaele sono preoccupatissimi, non riescono a parlare con i loro cari e ad avere informazioni precise sul loro stato di salute. Si sono dovuti rivolgere alla trasmissione “Chi l’ha visto” su Rai3 per denunciare questo scandalo.

Solo dopo il servizio di Rai3, la denuncia inviata dal comune di Rocca di Papa alla Procura della Repubblica e la morte di cinque persone, la Regione Lazio si è accorta che il direttore sanitario risulta sprovvisto di titolo di specializzazione e che non sono state rispettate le disposizioni impartite dalla Regione sin dal febbraio scorso.

Nel frattempo, il procuratore aggiunto di Roma Nunzia D’Elia ha inviato alla casa di cura San Raffaele i carabinieri dei Nas per le prime indagini. Si è finalmente mossa anche la Procura della Repubblica di Velletri.

Questa sera il Comune di Rocca di Papa ha comunicato di aver chiesto al Ministro della Sanità, all’Assessore Regionale alla Sanità e al Direttore della ASL RM6 il commissariamento della struttura per i gravissimi problemi riscontrati: mancanza di personale (solo 5 operatori sanitari per 72 pazienti), pazienti abbandonati e non accuditi, mancanza di misure di separazione tra pazienti “covid” e pazienti “non covid”.

LEGGI VIDEO - Rocca di Papa, Cimino: "Al "San Raffaele" non c'è più personale sanitario sufficiente per i degenti. Urge commissariamento"

Considerando che la casa di cura San Raffaele di Rocca di Papa non è in grado di garantire la sicurezza né dei pazienti né dei dipendenti, il Partito Comunista dei Castelli Romani chiede il trasferimento immediato di tutti i pazienti “covid” e “non covid” nelle strutture pubbliche e la chiusura della casa di cura San Raffaele di Rocca di Papa.

Come abbiamo già denunciato, è stato un grave errore la scelta di distribuire i posti letto e i positivi covid-19 in 5 strutture (Ospedale dei Castelli Romani, posti letto di breve osservazione negli ospedali di Velletri, di Frascati e di Anzio, più l’ospedale Regina Apostolorum), non solo per il grandissimo rischio di aumentare la diffusione del coronavirus, replicando tragicamente uno dei più clamorosi errori commessi dalla Regione Lombardia, ma anche perché questa scelta ha praticamente bloccato tutte le altre prestazioni sanitarie, anche urgenti, di cui necessitano i cittadini.

Dopo un mese di pressioni e di proteste, la Regione Lazio sta organizzando la riapertura dell’Ospedale di Genzano con 40 posti letto per malati Covid.

LEGGI A Genzano è corsa contro il tempo per riaprire l'ospedale "De Sanctis", nuova RSA covid

Questa misura è del tutto insufficiente considerando il disastro “colposo” di 400 nuovi positivi tra gli anziani delle case di riposo e i malati [...].

Il Partito Comunista dei Castelli Romani rilancia la proposta di riaprire l’ospedale di Albano per realizzare una struttura completamente “dedicata, “specializzata” e “isolata” per il trattamento dei soggetti infetti da coronavirus e per le attività di monitoraggio della diffusione del coronavirus nella fase 2, in modo da non bloccare la fornitura delle altre prestazioni sanitarie da parte delle strutture ospedaliere dei Castelli Romani.

A dimostrazione dell’incoscienza di mischiare nelle stesse strutture ospedaliere malati Covid e non-Covid, alcuni giorni fa un operatore del pronto soccorso del Nuovo Ospedale dei Castelli Romani è risultato positivo.

In sintesi, la diffusione del coronavirus nei Castelli Romani e litoranea è responsabilità dei Sindaci, della ASL RM6 e della Regione Lazio per il mancato controllo preventivo delle case di riposo, delle RSA e delle case di cura “private” presenti sul territorio e per le scelte operate in merito alla allocazione dei posti letto “covid”.

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Sulla base delle nostre analisi, la curva dei nuovi contagi aveva raggiunto il picco il 26 marzo, ma a seguito dell’esplosione dei nuovi contagi nelle case di riposo e nelle strutture sanitarie private, siamo risaliti su un secondo altissimo picco. Rispetto al nuovo picco del 15 aprile siamo scesi dell’11%.

La curva dei nuovi contagi dei Castelli Romani e Litoranea segnala che la situazione rischia di andare pericolosamente fuori controllo.

In questo mese i cittadini hanno fatto un grande sacrificio, rimanendo nelle proprie abitazioni e riducendo al minimo gli spostamenti. Le misure di distanziamento sociale sono state applicate diligentemente dai cittadini. [...]

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Di seguito la ripartizione dei contagi per singolo comune dei Castelli Romani e della Litoranea sulla base delle comunicazioni ufficiali delle autorità competenti: Rocca di Papa (160, di cui 149 nella casa di cura San Raffaele), Grottaferrata (136 contagi, di cui 64 suore e 48 riferiti all’INI), Marino (111, di cui 80 nella casa di cura Villa Nina a Frattocchie), Nettuno (54), Pomezia (54), Frascati (49),Velletri (46), Albano (44, di cui 10 in una casa per anziani a Pavona), Anzio (26), Ariccia (26), Lariano (26), Montecompatri (24, di cui 17 nella casa di cura San Raffaele), Ciampino (21), Ardea (19), Genzano (17), Rocca Priora (16), Castel Gandolfo (13), Lanuvio (13, di cui 7 in una casa per anziani), Nemi (13, di cui 12 nella casa di cura Villa delle Querce), Monte Porzio Catone (10), Colonna (4). Si precisa che i dati sono in continuo aggiornamento.

Per visualizzare la cartina per comune sulla diffusione del coronavirus nel Lazio, puoi fare click sul seguente link:

https://drive.google.com/open?id=1sI_jgUiLG9xh7GKQp5-W-_NV9tS7Z2Ne&usp=sharing

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Estratto dalla nota stampa odierna dei Comunisti Castelli romani.