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Coronavirus Fase 2, ai Castelli sarà difficile. Borelli: "Urgente sostegno a tutte le filiere in crisi"

ALBANO LAZIALE (attualità) - L'intervento del consigliere comunale di Albano e consigliere metropolitano. "Pensiamo a "'Na gita ai Castelli" in versione 2.0"
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Fase 2 dell'epidemia di coronavirus in Italia. In quarantena da 40 giorni, i cittadini attendono il momento per riprendere, lentamente, una vita che possa assomigliare ad una vita normale.
Per i Castelli romani, che da sempre vivono di turismo, ristorazione, ma anche sanità privata, la scommessa sarà doppia. Molto impegnativa.
"Affrontare tematiche così varie e complesse non è mai semplice, soprattutto all’interno dei limiti di un articolo giornalistico", dice il consigliere comunale di Albano Laziale e consigliere della Città metropolitana Massimiliano Borelli.
"Tutta l’area dei Castelli romani ha una peculiarità consolidata nel tempo, la cultura agroalimentare in primis, la cultura dell’ospitalità e quella della salute. Tutti settori che stanno soffrendo per l’eccezionalità della situazione, tutti settori che necessitano e necessiteranno di interventi specifici che permettano un rilancio a breve e a medio termine. Le potenzialità ci sono tutte, compreso un marchio oramai consolidato nella mente di tutti i fruitori del territorio, un marchio che va mantenuto e promosso", prosegue.
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"E’ chiaro che, ed è inutile ribadirlo, che bisogna fare presto, bisogna intervenire con tempestività per sostenere tutte le filiere in crisi, ma, lo ribadisco, questo lavoro non può che essere frutto di un enorme coinvolgimento collegiale di tutte le componenti che vi operano. Non esistono soluzioni lampo, non esistono soluzioni facili, chi le propone o le immagina sta giocando sulla disperazione di chi già soffre troppo. Le realtà territoriali, dicevo, le componenti produttive le associazioni di categoria e sociali e ultime ma non ultime le componenti politiche. Il problema non sarà solo dare delle risposte immediate, dei sostegni momentanei per ripartire, sarà quello di avere una visione di medio lungo termine perché è chiaro che sarà difficile se non impossibile ritornare al 31 dicembre 2019".
"Sarà indispensabile rivedere l’approccio sanitario, in particolare la gestione della parte più fragile della nostra popolazione, quella che in questo momento sta pagando il prezzo più alto in termini di vite umane. Rilanciare le RSA così come erano, sostenerle con iniziative pubbliche mirate, costruire strutture e/o organizzazioni destinate all’assistenza domiciliare? Quante sono le opzioni. Tante tutte valide e tutte criticabili. Ecco, deve iniziare da una attenta analisi dei problemi che sono emersi in questi giorni, problemi che non vanno sottovalutati, effetti che non possiamo omettere, ma si sarà tempo e spazio per capirne gli echi. Tutte competenze che superano, dal punto di vista operativo, le nostre capacità e competenze ma che ci vedranno sempre attori presenti, proponenti e vigilanti", dice il consigliere albanense.
"Ho parlato di collegialità, mettendo a frutto la mia esperienza di Consigliere dell’Area Metropolitana, che mi costringe ad affrontare i problemi con una visione più territoriale e meno circoscritta. Intorno a questo concetto ho voluto lanciare la proposta, di aprire un tavolo di confronto istituzionale con il mondo delle attività commerciali e con tutte le rappresentanze delle categorie produttive e sociali.  E’ chiaro che l’espressione attività commerciali è fortemente riduttiva, si tratta di filiere parallele che si intrecciano e si completano, che in qualche modo si sostengono".
"Il turismo è sicuramente la prima vittima commerciale del coronavirus, condizionato dalla limitazione di movimento dall’impossibilità della condivisione degli spazi. Un rilancio che necessità di nuove iniziative di innovazione comunicativa, ma, soprattutto di tempo, Un passaggio difficile, dove la collegialità, parla magica, diventa fondamentale. I Castelli Romani hanno potenzialità attrattive enormi, si tratta di renderle più facilmente fruibili, di proporle e promuoverle con tutti gli strumenti, tecnologici e non, a disposizione. Ci sono i musei, le emergenze archeologiche di biblioteche di qualità. Ecco le basi ci sono, serve legarle, coniugarle e presentarle in maniera diversa, sfruttando al massimo le caratteristiche enogastronomiche del territorio. Si tratta di conquistare, riconquistare quello che gli esperti chiamano “turismo prossimità”, quel turismo tante volte raccontato nei film di Sordi, Gasmann e Tognazzi, lanciati alla conquista di quei piatti tipici che hanno fatto la fortuna dei Castelli", specifica Borelli.
"Parlo di prodotti caratteristici del territorio, da valorizzare e promuovere, parlo di cucina di esperienza millenaria, quasi, parlo di iniziative territoriali, seppur limitate, che serviranno da richiamo e propulsione della economia locale. Già oggi molte realtà commerciali hanno attivato processi di gestione utilizzando le tecnologie esistenti, strutture che non permetteranno certo il superamento della crisi, ma mantengono acceso il processo produttivo, permettono il mantenimento fiduciario con la clientela. Danno già l’idea di meccanismi nuovi, magari mai sperimentati, ma che sicuramente resteranno anche dopo. Strumenti tecnologici con cui saremo costretti a convivere ancora a lungo, strumenti che tracceranno la nostra vita e la renderanno confrontabile con quella degli altri. Sarà la nostra e la loro sicurezza". 
"Sarà il caso di lanciare una versione 2.0 de " 'Na gita alli Castelli"? Non sarà la soluzione ma intanto incominciamo. Non è facile, non sarà facile, ne sarà veloce, ma, ribadisco, solo con un lavoro collegiale, sinergico, solo con il lavoro di tutti, ne usciremo. E’ un passo a cui ne seguiranno altri #passodopopasso", conclude Massimiliano Borelli.