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Coronavirus, Confindustria: problemi molto gravi per il 43,7% delle imprese. Una su tre teme di chiudere comunque

Coronavirus: Confesercenti, con lockdown fino al 3 maggio in fumo ...ROMA (attualità) - Molte le preoccupazioni in tanti settori

ilmamilio.it

Il 32% delle piccole e medie imprese che lavorano nel commercio e turismo ritiene che il lungo lockdown, anche se in esaurimento, potrebbe comunque averle messe a rischio di chiudere definitivamente. In più un 35% teme di chiudere se l'emergenza dovesse protrarsi ancora. E’ il quadro che emerge dalle elaborazioni condotte da Confesercenti sulla base dei dati disponibili e di sondaggi agli imprenditori somministrati con SWG.  

A preoccupare il 57% degli imprenditori dei due settori è la recessione economica più dei contagi. Anche con una ripartenza graduale a partire dal 4 maggio, infatti, l'economia del lockdown costerà alle imprese nel 2020 oltre 30 miliardi di euro di fatturato: fino ad un terzo di quello annuale per pubblici esercizi (-29,4%), attività ricettive (-31%) e ambulanti (-32,9%), settore quest'ultimo in stato precario ormai da anni.  

Cancellato, in media, anche il 19,4% dei ricavi annuali delle imprese del commercio non alimentare. Arriva a perdere il 25,7% del fatturato l'abbigliamento, che dopo un decennio di crisi rischia il baratro con la perdita dell'intera stagione primaverile, la merce giacente ed i pagamenti che scadono.    E le prospettive di ripresa non sono semplici: l'onda lunga dell'emergenza dovrebbe durare fino a dicembre, in parte per le restrizioni che resteranno comunque in vigore, in parte per un probabile comportamento di spesa delle famiglie ancora condizionato dall'emergenza. Per far fronte alla caduta di fatturato oltre la metà delle imprese valuta di utilizzare la possibilità di chiedere una linea di credito aggiuntiva pari al 25% del fatturato dell'anno precedente: il 23% ha intenzione di farlo subito, mentre il 30% non ha ancora deciso.  

Ma gli interventi di sostegno messi in campo vengono bocciati dalle imprese: il 73% li ritiene "poco" o "per niente adeguati". Servono, secondo molti, forme di indennizzo o finanziamento a fondo perduto.