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VIDEO - La giovane frascatana Federica Di Ruscio: "Coronavirus, anche i giovani devono fare la loro parte"

DiRuscio Federica1 ilmamilioFRASCATI (medicina) - La 26enne dottoressa è una specilizzanda al "Niguarda" di Milano. "Situazione difficile, dobbiamo rispettare le regole. Possiamo farcela. Quel 7 marzo in cui ho scelto di non rientrare a Frascati..."

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"Questa emergenza sanitaria dobbiamo spiegarla anche ai giovani. Anche noi, under 30, abbiamo una grossa responsabilità: rispettare le regole, per la nostra salute e per quella degli altri".

La dottoressa Federica Di Ruscio, 26 anni frascatana, è una specializzanda del primo anno in microbiologia e virologia al "Niguarda" di Milano: laureata al Campus biomedico si è abilitata presso il Policlinico di Tor Vergata.

"Con Alessia Pezone, mia amica da sempre e Gianmarco Nicosia, due ragazzi che sarebbero andati a Tokyo per le Olimpiadi, abbiamo così pensato ad un breve video nel quale spiegare con semplicità ed efficacia di cosa stiamo parlando. Cos'è il coronavirus, come si trasmette, cosa provoca, cosa dobbiamo fare. Ecco. Tutto qui. Ma se tutti riusciamo a rispettare le regole, possiamo uscirne. Anche se, sì, la situazione è difficilissima", dice.

"Un aspetto molto particolare è quello degli asintomatici: c'è un'ampia fetta di popolazione che pur avendo contratto il virus non lo sa e lo ha già superato. Ma nella fase in cui è positivo, pur senza saperlo, può contagiare altre persone: per questo letteralmente vitale che tutti rispettino le regole".

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Federica Di Ruscio fa un passo indietro, a quel 7 marzo quando il Governo chiuse la Lombardia dichiarandola interamente zona rossa. Due giorni di grande confusione nei quali decine di migliaia di persone, soprattutto giovani, fecero rientro nelle regioni meridionali.

"Sarei dovuta rientrare a casa, in quel fine settimana: così avevamo deciso. Ma non me la sono sentita: non tanto per il lavoro, ma proprio per una questione di coscienza, perché sapevo che molti in Lombardia potevano essere già contagiati, seppur asintomatici o con pochi sintomi, ed avrebbero potuto portare il virus nelle loro regioni di provenienza", spiega.

La situazione in Lombardia ed anche a Milano è molto complicata. "Contro il virus, lo sappiamo, non ci sono farmaci specifici né un vaccino: stiamo combattendo con le armi che abbiamo. Anche al "Niguarda" la situazione è molto difficile: nel laboratorio biologia molecolare dove lavoro il clima è molto difficile, sono tanti i medici che sono stati contagiati soprattutto nelle scorse settimane. Ora abbiamo i giusti presidi, abbiamo fatto un giuramento e dobbiamo lavorare per il bene della comunità. Perché tutti queste morti? Dipende anche dall’attestazione di morte, dalle cause dichiarate ma comunque non si hanno dati a sufficienti per valutare".

Quanto tempo ci vuole tra il prelievo (il famoso tampone) ed il risultato? "Non è un test di gravidanza, purtroppo, e c’è tutta una filiera di persone è un processo molto complicato. Devo dire che c'è tanta umanità in questo: ci sono persone eccezionali, anche volontari, che svolgono un grande e prezioso lavoro. Questo non è il momento delle polemiche sterili, neanche da parte dei cittadini: deve uscire una persona per fare spesa a settimana. Questi messaggi devono passare, tutti devono capirlo".

Federica Di Ruscio conclude: "La medicina territoriale è in grande difficoltà. La popolazione si deve prendere cura di questa malattia. Gli anziani devono assolutamente stare in casa e non uscire. Ma la regola vale per tutti, proprio per i discorsi fatti sopra Ce la faremo".

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