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FOTO & VIDEO - Alessia Pezone: "Le Olimpiadi? Mi spiace ma possono aspettare. Prima la salute"

alessiaPezone3 ilmamilioFRASCATI (attualità) - La 26enne atleta azzurra di nuoto sincronizzato, invita al rispetto delle regole. "Solo così possiamo farcela"

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"Le Olimpiadi di Tokyo? Abbiamo lavorato duro in questi anni, abbiamo conquistato risultati eccezionali come l'argento mondiale a 10 dello scorso luglio in Corea del Sud ed è normale che ci sia un po' di dispiacere. Ma questo è un momento delicato, importante, difficile: la salute viene prima di tutto. L'avversario da battere adesso è il coronavirus".

A parlare è Alessia Pezone, 26 anni, atleta azzurra della squadra nazionale di nuoto sincronizzato.

"Tutti devono capire che è fondamentale stare a casa e rispettare le indicazioni e le prescrizioni. Penso che in Italia, finalmente, quasi tutti abbiamo capito la gravità della situazione. Spero che anche gli altri Paesi prendano misure simili alle nostre: solo così se ne esce e potremo tornare ad occuparci delle cose ordinarie e delle nostre professioni".

GIERREauto 0220Una passione, quella per il nuoto sincronizzato, scoppiata a soli 6 anni. "Facevo nuoto al New Country Club di Frascati - racconta ancora Alessia -, un giorno sono rimasta incantata da queste piccole atlete che facevano esercizi e figure in acqua al suono della musica. E da lì non ho più smesso".

 

Alessia Pezone è una atleta delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della polizia di Stato. "Sono qui da 6 anni, da poco dopo il diploma conseguito al liceo Classico Cicerone. Faccio parte della squadra nazionale ed in aprile avremmo dovuto conquistare il pass per le Olimpiadi nelle qualificazioni. Ammetto che il sistema non mi convince, perché per la competizione a squadre (a 8 componenti, l'unica insieme al "doppio" ammessa ai Giochi) va alle Olimpiadi una squadra per continente, più i campioni del mondo, più la nazione ospitante più tre ripescate. Insomma, non è semplice". L'Italia è comunque già qualificata nella gara del "doppio" alla quale accedono le prime 24 nazioni del mondo.

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"In Corea del Sud con l'argento della prova nell'"highlight" (squadra a 10 componenti) abbiamo ottenuto il miglior risultato di sempre. Le condizioni per centrare Tokyo ci sono tutte. Ma per adesso non è il caso di pensarci":

"Mi alleno 8 ore al giorno, 6 giorni a settimana: da gennaio a luglio nel Centro federale natatorio di Pietralata, a Roma, poi da settembre a dicembre a Savona. Ripeto: adesso è importante la salute, viene prima di tutto".

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"Anche per me come per tutti vale l'indicazione di stare a casa. Mi alleno qui a Frascati, quindi, a casa mia. Faccio esercizi e palestra e mi tengo in forma. E' un sacrificio per tutti, lo so, ma se possiamo farlo noi che siamo "professionisti" dello sport, anche gli altri possono farlo. Non ha senso violare le regole per andarsi a fare la corsetta: possiamo fare altro. Ma soprattutto abbiamo il dovere di tutelare la nostra salute e quella degli altri. Le Olimpiadi? Mi spiace, ma possono attendere".

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