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I sindaci chiedono il potenziamento dell’Ospedale dei Castelli per il covid-19

ALBANO (attualità) - Documento sottoscritto da 5 sindaci

ilmamilio.it 

Pubblichiamo il documento sottoscritto dai sindaci di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Lanuvio e Nemi.

Visto il gran numero di informazioni che circolano, a volte in modo del tutto incontrollato nella loro veridicità, le continue iniziative e le tante proposte di programmazione sanitaria, provenienti da presunti esperti, ci inducono a tentare di interrompere questa catena di inutili discussioni, volte solo a creare difficoltà in coloro che per competenza e per ruolo stanno occupando di dare le risposte più adeguate in termini di assistenza sanitaria. Definire una strategia di gestione e sviluppo di strutture sanitarie, in particolare in un momento di così forte criticità per la salute dei cittadini, è un lavoro complesso ed impegnativo, frutto di un’attenta analisi dei dati a disposizione e degli obiettivi a medio – lungo periodo ed i relativi impegni economici.

A tale proposito siamo favorevoli al fatto che l’Ospedale dei Castelli non solo accresca la capacità nel dare risposte, aumentando quindi il numero di posti letto, ma che non venga messo in discussione come struttura paventandone un’incapacità di accoglienza ed ipotizzando a latere la riapertura di ospedali dismessi.           Quest’ultima soluzione sarebbe sbagliata per 3 motivi:

1 – la tempistica necessaria al loro ripristino non sarebbe adeguata a rispondere rapidamente alle urgenze sanitarie del territorio, con costi di molto superiori al potenziamento dell’attuale Ospedale dei Castelli;

2 – si provocherebbe una irrazionale dispersione delle risorse umane, mediche ed infermieristiche, già oggi insufficienti per un solo ospedale;

3 – la qualità dell’assistenza, in quanto i ricoverati affetti da Coronavirus non avrebbero l’assistenza che può essere invece garantita da un ospedale funzionante e moderno.

Le azioni principali messe in campo fino a questo momento presso l’Ospedale dei Castelli sono le seguenti: 

- installazione delle tende di pre-triage, dotate di 4 postazioni per l’attesa di pazienti sospetti di contagio che eseguono il primo tampone per poi essere avviati, in base alle loro condizioni cliniche e socio-familiari, ad isolamento fiduciario domiciliare;

- trasformazione dell’area holding del Pronto Soccorso in area di attesa per 5 pazienti pediatrici;

- trasformazione dell’area “solventi” dislocata al terzo piano in 20 stanze singole per pazienti sospetti di contagio, in attesa del referto dei tamponi;

- trasformazione dell’area “medicina di urgenza” in 6 stanze singole per pazienti sospetti di contagio in attesa del referto dei tamponi.

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Il piano di implementazione relativo dall’Ospedale dei Castelli comunicato dal sito “Salute Lazio” e confermato per vie informali dal Direttore Generale, prevede una ulteriore implementazione, fino ad arrivare all’utilizzo di 73 posti letto a bassa e media intensità di cura. Alcuni di questi nuovi posti letto (20+6), verranno trasformati in area sub-intensiva. Un’ulteriore implementazione, anche in fasi successive, potrà essere messa in campo in base alle seguenti principali variabili:

- disponibilità delle tecnologie dalla quale deriva dipenderà soprattutto il livello di intensità delle cure che potranno essere attivate;

- disponibilità di personale per la quale, a seconda del piano che si riuscirà ad attivare, potrà essere valutata la possibilità di ricollocazione di risorse presenti e di collocazione di quelle provenienti dal reclutamento in atto. Anche per quanto riguarda la dirigenza medica, le nuove risorse in entrata con i processi di reclutamento in atto, congiuntamente a quelle presenti potrebbero essere riorganizzate per definire sia aree di cura intensiva, sia aree di cura sub intensiva.

- sulla base delle considerazioni precedenti, valutare la possibilità di incrementare i posti di terapia intensiva.

In conclusione, si chiede che l’Ospedale dei Castelli sia messo in condizione di dare tutte le risposte necessarie a soddisfare l’emergenza sanitaria del nostro territorio che purtroppo ancora non ha avuto piena attuazione.

Per quanto attiene, invece, alla possibilità di effettuare i processi di laboratorio per i tamponi eseguiti nelle nostre strutture, ovvero a domicilio, argomento fortemente dibattuto ed attenzionato, anche sui social, si chiede all’Azienda ASL Roma 6 e alla Regione Lazio di valutare la possibilità di inserire il laboratorio situato presso l’ex ospedale di Genzano, all’interno della rete regionale di riferimento. Quest’ultima opzione andrebbe anche incontro alla necessità di eseguire tamponi di controllo su tutto il personale impegnato nella cura dei pazienti affetti da Coronavirus, medici, infermieri ed operatori sanitari. Riteniamo che queste siano le azioni oggi necessarie per affrontare l’attuale situazione sanitaria. Ulteriori decisioni dipenderanno molto dall’evolversi della diffusione del contagio e le conseguenti valutazioni.

Cogliamo questa occasione per ringraziare a nome di tutti i cittadini da noi rappresentati il grandissimo lavoro che viene portato avanti da tutto il personale, medici, infermieri ed operatori, che con grande competenza e dedizione stanno garantendo una continua opera di assistenza sanitaria.

Nicola Marini, Sindaco di Albano Laziale

Elisa Refrigeri, Vicesindaca Reggente di Ariccia

Milvia Monachesi, Sindaca di Castel Gandolfo

Luigi Galieti, Sindaco di Lanuvio

Alberto Bertucci, Sindaco di Nemi