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Per Frascati l'equinozio di primavera più spettrale degli ultimi 76 anni

passeggiata deserta frascati ilmamilioFRASCATI (attualità) - Un paesaggio comune a quello di migliaia di altre città e paesi italiani. Che fa male e che fa effetto

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Chi c'era lo ricorda. E lo racconta. Era l'equinozio di primavera del 1944 e Frascati era ancora sotto le bombe.

Una Frascati in macerie, in frantumi, carica di morte. Una Frascati che tentava di ripartire dopo i bombardamenti che le caddero in testa dall'8 settembre '43 e per 9 mesi a seguire e quella primavera fu effettivamente - per quanto alla fine della Seconda guerra mondiale - l'inizio della fine dell'incubo.

Stavolta invece le immagini spettrali che Frascati consegna, al pari della stragrande maggioranza delle città e dei paesi italiani (e non solo), sono solo il racconto di una comunità interrotta. Letteralmente sospesa: come quando arriva un acquazzone tremendo e tutti scappano, tutti cercano riparo e poi, a rovescio terminato, c'è quell'istante di quiete che precedere il ribrulicare di persone e di vita.

La lunga sospensione per Frascati e per l'Italia è iniziata da qualche giorno ormai ed non si sa quando potrà terminare. E, almeno per "un po'", dovremmo abituarci e questi paesaggi spettrali di città e comunità congelate nella paura di un nemico invisibile.

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