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Grottaferrata, ma poi… di quale cultura si sta parlando?

Risultato immagini per ex biblioteca grottaferrata abbandonoGROTTAFERRATA (attualità) – I paradossi: le diatribe della commissione cultura in una città dove non esiste un progetto culturale da anni e dove ogni sito di rilevanza non è valorizzato o addirittura conosciuto. Un patrimonio sottostimato e persino abbandonato. Altro che insulti...

ilmamilio.it

A Grottaferrata, come noto, sta accadendo tutto e di più intorno alle Commissione Cultura. Dimissioni, accuse, lotte intestine, rivendicazioni politiche, appelli al crollo delle istituzioni e via dicendo. Tutto nel gioco delle parti, per carità, perché in questo territorio, specie sul piano culturale, si parla parecchio e alla fine si fa poco. Da anni. Anzi, da decenni.

Grottaferrata è la città dell’Abbazia di San Nilo, monumento nazionale unico nel suo genere, e di oltre 270 siti archeologici (di cui 40 ville monumentali romane, in parte ingoiate da una politica del cemento che da queste parti è stato ed è l’unico scopo, ma anche di tombe, ipogei, cisterne). Tutto documentato, tutto messo da parte. Ci sarebbe (il condizionale è d’obbligo) anche un Museo Archeologico. Ma apre solo il sabato. E dentro è mancante di tutto quello che dovrebbe esserci: l’Ipogeo delle Ghirlande completo, la Tomba Principesca del Vivaro, i reperti della necropoli di Villa Cavalletti e altro. Un tempo, in parte, c’erano. Ora di tutto questo è rimasto poco, la struttura non è attrattiva (e nessuno in città ne parla).

Leggi anche: Grottaferrata: cronistoria recente di un Museo Archeologico Nazionale ‘mutilato’

A Grottaferrata non c’è un progetto, una visione, non esiste un percorso, un dibattito su questi temi. Tutto è come se non esistesse. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. In questa riflessione, poi, non vengono considerati quei siti lasciati in abbandono che in qualche misura potrebbero conferire nuove possibilità o progettualità: l’ex biblioteca (comunale, sempre più in sfacelo), l’ex cartiera (privata ma sottoposta a vincolo dei beni culturali, da un secolo in stato di degrado, senza idee di conservazione e oggi addirittura diventata una discarica), oppure l’ex Bazzica (comunale). Poi ci si chiede per quale motivo il territorio non riesca ad assorbire turismo. Si campicchia con feste di un week-end o qualche evento governato dai soliti, tra l’altro senza comunicazione e senza visibilità, che vagano nel sogno irrealizzabile di fare della città un centro di illusorie attività. Cosa dire dei vari progetti nati e falliti, delle associazioni che vivono di un appuntamento all’anno,  di quelle di cui si conosce solo il nome. Pochissime, in questo senso, le eccezioni. E oltretutto prive di sostegni, sviluppo, comunicazione istituzionale.

La cultura a Grottaferrata è un fallimento perpetrato almeno negli ultimi vent’anni. L’assenza di discussione su questo aspetto è la nota più tragica. Altro che Commissioni, pennacchietti, prese di posizione, dimissioni. Sono tutti atteggiamenti fondati sul nulla. In primo luogo perché i politici passano e vengono dimenticati presto, mentre la cultura, che è eterna se ben valorizzata, dovrebbe essere un fondamento di interesse e progettualità. In secondo luogo perché queste beghe di palazzo non producono niente di interessante per la comunità, che fa comunque la sua vita. Il resto è tutta roba di ‘politici’ , o presunti tali, e divergenze personali.

Leggi anche: Grottaferrata, cittadina a 'turismo zero': un problema mai risolto

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Commenti   

0 #1 noicheNON 2020-02-13 06:46
crediamo alle coincidenze e neppure al destino, sappiamo che con la cULTURA "atteggiata"(deleghe&organizzazioneventi) per più di qualcuno sono degli "integratori" onerosi o degli "ammortizzatori"
A distanza di anni anche la redazione prende le distanze dai "politici o presunti tali"
Per quanto riguarda le divergenze personali, sono tra quillì de qua e quillì de la
Il correlato che la redazione ricorda, ci ha riportati al periodo del millenario 2000/2004
Il titolo dice il vero, ma, non dice tutto!
Noi c'eravamo nell'ufficio fiera nei pressi dell'Abazia. Decine e decine di turisti che ci chiedevano l'uso del bagno. Intorno all'Abazia i bagni si aprivano SOLO dopo lo scontrino!
Nella vita reale, se in un posto vieni trattato male, non ci ritorni più
In pOLITICA a Grottaferrata, più vieni preso in giro dai sempre lì stess, e più li RI-voti
Una sorta di sindrome di stoccolma che colpisce anche la comunicazione
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