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Grottaferrata: in commissione è scontro, Pavani nel mirino. La Consoli si dimette, troppi conti non tornano

GROTTAFERRATA (politica) - Ieri una seduta incandescente. L'ennesimo capitolo di una "caccia" senza fine ai dissidenti

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Una commissione Cultura, quella di ieri, da far tremare i polsi. Ben oltre, ben diversamente è andata da come alcuni esponenti della maggioranza (quelli che diedero in autunno pieno mandato in carta bianca al "sindaco re" Andreotti) vorrebbero far credere in queste ore.

Una seduta svoltasi in un clima da stadio: tanto accesa, con scintille e scontri verbali, da costringere ad intervenire ben quattro agenti di polizia locale compreso il comandante per motivi ancora poco chiari.

Così come non chiare sono le ragioni delle dimissioni di Rita Consoli (l'ex "pasionaria" di Città al Governo, ricordate?) da membro della commissione, annunciate al culmine di un acceso scambio con il consigliere Massimo Garavini (Il Faro).

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Ricostruire quanto accaduto non è banale ma vale la pena provarci. Il tutto in attesa, chiaramente, della pubblicazione di un verbale che mai come stavolta sarà interessante andare a leggere. 

L'ordine del giorno della riunione convocata - dopo parecchio tempo - dalla presidente di commissione Veronica Pavani era incentrato sulla programmazione delle attività culturali e sportive del 2020 ma avrebbe visto l'assenza dei due componenti di maggioranza Alessandro Cocco (anche delegato al Turismo, anche se in verità di questi tempi è una sorta di plenipotenziario delegato) e Giuseppina Pepe e soprattutto l'assenza del sindaco Andreotti, dell'assessore al Turismo Luciano Vergati e del delegato esterno allo Sport Federico Masi.

Tutti esponenti di maggioranza, questi, invece puntualmente presenti un'ora dopo nella conferenza dei capigruppo convocata, successivamente alla convocazione della Pavani, dal presidente del Consiglio Francesca Maria Passini su richiesta - a quanto risulta - del sindaco ed avente lo stesso ordine del giorno commissione Cultura.

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Schizofrenia amministrativa o volontà di umiliazione e delegittimazione della Pavani rea di aver assunto atteggiamenti critici contro il (mascherato) "soviet andreottiano"? Il dubbio in merito alberga nella mente degli ingenui.

La domanda è lecita: un sindaco, può davvero svuotare le istituzioni deligittimando a piacimento persone e ruoli istituzionali senza alcuna reazione? È normale che un Sindaco possa sfiduciare nella indifferenza quasi generale un presidente di commissione eletto solo perché non è allineato come consigliere ai suoi voleri?

Ed è legittimo che si convochi per scelta politica una capigruppo, per regolamento chiusa al pubblico, per presentare i programmi amministrativi, svuotando di fatto la commissione consiliare organo pubblico deputato alla analisi alle proposte e allo svolgimento delle attività consiliari?

Domande per le quali, nello stile dimostrato dal sindaco, non ci saranno risposte.

Quindi, in sostanza, ci si chiude nelle segrete stanze del potere impedendo ai cittadini di partecipare e di ascoltare.

Ieri però la commissione si è svolta lo stesso avendo raggiunto il numero legale. Presenti oltre alla Pavani, i membri Fabrizio Mari e la citata Rita Consoli e i consiglieri Di Giorgio, Garavini, Famiglietti, Paolucci e Passini, quest'ultima arrivata verso la fine dei lavori.

La commissione si è aperta con alcune importanti dichiarazioni del presidente che ha stigmatizzato le assenze precisando che i consiglieri avevano concordato giorno e tema per poi, poche ore prima della celebrazione della commissione, fare marcia indietro manifestando la loro impossibilità.

Di fatto, appare evidente a tutti, allineandosi ai diktat del sindaco sempre più "re assoluto" di Grottaferrata con la complicità di parte della opposizione che, ormai è palese e parzialmente dichiarato, preferisce il silenzio o l'attacco diretto ai dissidenti come sarebbe ieri accaduto ad opera di un esponente di minoranza, Paolucci, sempre più dichiaratamente colonna portante in sostegno del sindaco.

Quali i motivi politici reali di un allineamento cosi palese e a tratti stucchevole del consigliere con la maggioranza? E' plausibile ritenere i prossimi Consigli sveleranno molte delle nostre domande e specialmente in merito alla effettiva consistenza di questo fatidico impegno per il bene comune sbandierato dai vari consiglieri "responsabili" per giustificare il loro atteggiamento benevolo nei confronti dell'Amministrazione.

Resta però il fatto che tutte queste convergenze politiche non possono essere basate sui risultati finora ottenuti dalla giunta Andreotti, la cui fragilità amministrativa è ormai di percezione comune. Dunque: cosa sta accadendo?

È stato altresi comunicato, secondo quanto appreso, ai membri della commissione la grave situazione di ostracismo ed ostruzionismo subito dal presidente Pavani che di fatto è stata delegittimata nel suo lavoro e nella sua funzione dal sindaco e dal suo enturage.

Uno scontro ormai apertissimo.

La commissione non si riuniva da maggio e da allora non si hanno notizie in merito alla pianificazione culturale e turistica dell'Amministrazione. Nessuna pianificazione, nessuna condivisione, solo attività per lo più affidate ad associazioni ed iniziative di soggetti privati. Non si hanno notizie della convenzione con il Polo museale e soprattutto si registra una evidente difformità tra la frequenza con cui le commissioni Urbanistica e Lavori pubblici si riuniscono rispetto alle altre ed in particolare Cultura, Attività produttive e Gemellaggi (quest'ultima mai convocata dall'insediamento ad oggi).

Infine, una riflessione è d'obbligo. Le dimissioni della Consoli sono solo il frutto di uno scontro all'interno della commissione oppure vi è dietro una più ampia strategia politica che coinvolge anche la maggioranza?