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Giornata mondiale delle zone umide 2020. Il Parco dei Castelli: "Lotta per salvarle dall'estinzione"

 


ROCCA PRIORA (attualità) - Le torbiere immagazzinano circa il 30% di anidride carbonica, le paludi rimuovono gli agenti inquinanti e purificano l’acqua, inoltre presentano habitat favorevoli per l’alimentazione

ilmamilio.it

Domenica 2 febbraio, si celebra la “Giornata mondiale delle zone umide” (World Wetlands Day), istituita nel 1997 per ricordare l’anniversario della “Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale”, firmata a Ramsar (Iran) nel 1971, in occasione della "Conferenza Internazionale sulla Conservazione delle Zone Umide e sugli Uccelli Acquatici".


Le zone umide, tutelano ecosistemi con una straordinaria biodiversità, che svolgono funzioni fondamentali per la salvaguardia e il benessere dell’uomo. Le torbiere immagazzinano circa il 30% di anidride carbonica, le paludi rimuovono gli agenti inquinanti e purificano l’acqua, inoltre presentano habitat favorevoli per l’alimentazione, la riproduzione e il rifugio di specie di uccelli, rettili, mammiferi, ed altri organismi, secondo i dati del rapporto WWF del 2018, il 40% delle specie viventi è legato a queste aree piuttosto vulnerabili e minacciate dalle alterazioni ambientali antropiche dovute all’urbanizzazione e all’agricoltura intensiva.

All’interno del Parco dei Castelli Romani i pantani della Doganella nel territorio di Rocca Priora, sono un esempio di zona umida, dove dell’antico bacino lacustre presente fino agli anni’30 e prosciugato in seguito della costruzione di un acquedotto, rimangono attualmente alcune tracce. Si tratta di una zona soggetta ad allagamento periodico, dove possiamo osservare prati umidi, stagni permanenti o temporanei e piccoli canali che regalano a questo angolo di territorio, un’atmosfera particolarmente suggestiva. Al di là della bellezza paesaggistica, l’area rientra nella ZSC (Zona Speciale di Conservazione) Cerquone-Doganella, inserita nella rete europea Natura 2000, una rete ecologica che comprende aree in cui sono presenti specie di flora e fauna rare, da salvaguardare.


Secondo il Segretariato della Convenzione di Ramsar, l’87% delle zone umide del mondo sono andate perse negli ultimi 300 anni a causa delle condizioni ambientali, per questo è importante svolgere un’adeguata attività di sensibilizzazione che ha come obiettivo primario la lotta ai cambiamenti climatici per salvarle dall’estinzione.

Fotografia di Riccardo Caldoni