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STORIE - Vincenzo Cerami “La vita è bella” e vale la pena farne Memoria...

cerami vincenzoCIAMPINO (storie) - Lo scrittore cresciuto a Ciampino fu sceneggiatura del capolavoro di Roberto Benigni ma non solo. Suo anche "Un borghese piccolo piccolo". Scomparve il 17 luglio 2013

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Vincenzo Cerami, nato a Roma nel 1940 e vissuto a Ciampino, fu un talento della scrittura, ma anche una promessa dello sport e un rappresentante della cultura in genere. La sua storia è davvero straordinaria: scrittore, giornalista, saggista, poeta, nel 1999 candidato all'Oscar per la sceneggiatura del film “La vita è bella”, del 1997, scritta insieme a Roberto Benigni.

Il lungometraggio vinse tre premi Oscar: miglior film straniero, miglior attore protagonista e migliore colonna sonora.

Vincenzo Cerami è scomparso il 17 luglio del 2013. Noi lo vogliamo ricordare con questo capolavoro cinematografico in occasione di questa settimana in cui ci avviciniamo al Giorno della Memoria, il 27 gennaio, data della commemorazione delle vittime della Shoah.

Cerami fu autore anche del libro drammatico, satirico e grottesco “Un borghese piccolo piccolo”, reso film da Mario Monicelli e interpretato da Alberto Sordi nel 1976. Fu inoltre rugbista nel Frascati, si distinse e venne convocato nella selezione giovanile. Nel 2007 vestì il ruolo di Responsabile nazionale alla Cultura nel Partito Democratico. Una bella vita davvero, anche grazie a coloro che incontrò sul suo percorso: il carisma e il genio di Pier Paolo Pasolini, suo insegnante alle medie, ebbe su di lui forte ascendente.

Il titolo “La vita è bella” venne scelto dagli autori, Cerami e Benigni, per evocare e suggerire sempre la ricerca della felicità, un invito a mantenere la bussola della speranza anche nelle situazioni più tragiche e feroci. Come ricorderete la pellicola narra di un padre, il tenace e tenero Guido Orefice, che cerca di far vivere al figlio Giosuè l'esperienza di orrore del campo di sterminio raccontandogli che si tratta di un gioco a premi, e che stanno partecipando ad un concorso che prevede delle prove e difficoltà da superare.

La metafora del gioco, sembra acquisire anche un valore meta-cinematografico, riferito allo spettatore, che accetta anche lui questo espediente narrativo, utilizzata dunque come tropo della vita stessa. La storia è anche quella di un sacrificio di sé o di qualcosa in virtù della salvezza di un altro, quale è sempre un sacrificio.germano8 ilmamilio

Le parole di Primo Levi furono decisive per confermare la scelta del titolo: «Io pensavo che la vita fuori era bella, e sarebbe stato veramente un peccato lasciarsi sommergere adesso» nel suo “Se questo è un uomo” del 1947. un titolo efficace perché ha un effetto al tempo stesso stridente con lo strazio dello sterminio e carico di un valore lungimirante e senza tempo.

Pier Paolo Pasolini, a cui il Comune di Ciampino ha dedicato una targa nella scuola media Francesco Petrarca dove insegnò (LEGGI VIDEO & FOTO - Ciampino dedica una targa a Pasolini sulla ex scuola dove insegnò) sembra interpretare anche lui questo messaggio immenso e universale: «La mia è una visione apocalittica. Ma se accanto ad essa e all'angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che non esiste la possibilità di lottare conto tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare».

Quindi cos'è davvero una vita bella? Una vita senza ostacoli o una vita che trasforma i suoi ostacoli in creatività?

Foto tratta dalla pagina Facebook "Vincenzo Cerami"