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CINEMA - "The Irishman", su Netflix quel capolavoro firmato Scorsese zeppo di mostri sacri

IrishMan1 ilmamilioFRASCATI (cinema) - Un film straordinario dal cast stellare. Tutto da gustare

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Il canto del cigno della New Hollywood. Martin Scorsese torna dietro la macchina da presa tre anni dopo "Silence" per firmare un'epopea gangster destinata a rimanere per sempre nella storia del cinema (vergognoso il fatto che un'opera del genere sia arrivata in poche sale solo per tre giorni).

"The Irish Man", distribuito su Netflix, ed ormai online da qualche settimana, è il capolavoro di un mostro sacro del cinema mondiale.

La pellicola, con protagonisti Robert De Niro (Il padrino II del 1974, Taxi driver del 1976, C'era una volta in America del 1984), Al Pacino (Carlito's way del 1993, Il padrino del 1972) e Joe Pesci (Quei bravi ragazzi del 1990, Toro scatenato del 1980), ha come soggetto il saggio del 2004 "L'irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa" di Charles Brandt, racconta la storia di Frank Sheeran un soldato che di ritorno dalla seconda guerra mondiale viene introdotto da Russell Bufalino e Jimmy Hoffa nel mondo della malavita dove per ottenere stabilità compie una serie di lavoretti per loro, tra cui quello di "imbiancare case".

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Scorsese qui è a grandissimi livelli dimostrando ancora una volta di essere uno dei migliori registi di tutti i tempi riuscendo a gestire perfettamente le tre ore e mezza di pellicola, tramite una regia perfetta e delle interpretazioni monumentali, rimane un po' il rammarico di un ringiovanimento digitale non perfetto e un personaggio principale che forse si poteva esplorare più a fondo.

Le citazioni si sprecano, dal "Padrino" a "C'era una volta in America" , il regista attraversa tutti gli stilemi del genere gangster lasciandoci un'eredità inestimabile per qualità e significato celebrando la New Hollywood, un movimento cinematografico americano di fine anni '60 di cui lui è stato uno dei massimi esponenti.

The Irishman è un capolavoro sia nella forma che nella sostanza che ci fa capire come il grande cinema non si fa con i soldi e con i buonismi ma con le idee e la consapevolezza che i propri film, come le vere opere d'arte, non possono sempre piacere a tutti.

Voto: 9+/10

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