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Allerta antrace Grottaferrata, la zona infetta resta ancora in vigore. Andreotti: "Attendiamo comunicazioni dalla Asl Rm6"

GROTTAFERRATA (attualità) - Quasi un mese fa l'ultimo caso di bovino ucciso dal carbonchio ematico. L'ordinanza sindacale risale al 1 settembre

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cioli2Un'allerta che non può ancora dirsi cessata e che, conti alla mano, dura da 20 giorni. Il caso antrace alla Molara, nella parte alta del territorio comunale di Grottaferrata, alle porte di Roma, non è insomma ancora chiuso.

LEGGI l'articolo del 1 settembre --->>>

Un caso che, come noto, esplose nel pomeriggio del 1 settembre quando il sindaco di Grottaferrata Luciano Andreotti recependo la nota di Asl e Istituto zooprofilattico sperimentale diramò l'ordinanza che istituiva un'ampia zona infetta. Una zona infetta che resta ancora pienamente in vigore e che arriva a scavallare il territorio comunale di Monte Compatri.

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Dopo l'incontro pubblico in Aula consiliare dell'8 settembre (LEGGI l'articolo), voluto dall'Amministrazione comunale di Grottaferrata e dalla Asl Rm6 per gettare acqua sul fuoco e rispondere ai timori soprattutto dei residenti, l'attenzione sul caso si è oggettivamente molto spenta ma, di fatto, l'allerta non è ancora cessata.

Restando, difatti, a quanto annunciato dal direttore generale dell'azienda sanitaria locale, Narciso Mostarda, insieme al direttore del Dipartimento di prevenzione, Mariano Sigismondi, l'ultimo caso di bovini morti da carbonchio ematico nell'allevamento dei fratelli Capretti risale al 25 agosto, dunque ad ormai quasi un mese fa. Ad oggi però, per quanto la legge prescriva almeno 15 giorni di "quarantena" per la zona infetta, dalla sede Asl di Albano Laziale non è giunta la nota che dichiara chiuso il caso.

petra2011 1"A quanto ne sappiamo - dice il sindaco Luciano Andreotti - non risultano nuovi casi di infezioni di bovini o di esseri umani: attendiamo la comunicazione della Asl Rm6 per procedere quindi all'emissione dell'ordinanza di revoca di quella del 1 settembre".

Un'allerta che, come noto, interesse marginalmente ma direttamente anche il Comune di Rocca di Papa dal momento che i 64 capi di bestiame scampati a quella che avrebbe potuto essere una gravissima epidemia, sono tuttora ospitati in un terreno in quella zona. Si resta dunque, in ultima analisi, in attesa della definitiva cessata allerta.