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Musica e cinema di nuovo protagonisti a Palazzo Chigi di Ariccia

ARICCIA (eventi) - intervista a Giacomo Scarpelli in vista del concerto di domenica pomeriggio alle ore 18.15

ilmamilio.it

Domenica 15 dicembre, alle ore 18.15, nella Sala Maestra di Palazzo Chigi ad Ariccia, andrà in scena un omaggio al duo di sceneggiatori Agenore Incrocci e Furio Scarpelli autori delle sceneggiature di gran parte dei film della “Commedia all’Italiana”.

Il tandem “Age & Scarpelli”, così era solito farsi chiamare, avrebbe compiuto nel 2019 cento anni. Siamo andati a scambiare quattro chiacchiere con Giacomo Scarpelli, figlio di Furio, il cui fratello Matteo, violoncellista, è legato da una pluriennale amicizia coi direttori artistici dei Concerti dell’Accademia degli Sfaccendati Giovanna Manci e Giacomo Fasola.

Cosa deve aspettarsi il pubblico dell’Accademia degli Sfaccendati dal concerto di domenica?

“So che il pubblico dell’Accademia è molto attento ed esigente: questo sarà un bello stimolo per i musicisti che si esibiranno proponendo brani tratti dalle più belle colonne sonore del Cinema italiano del dopoguerra.

Verranno proiettate anche immagini per ricordare visivamente i tanti film creati da Age e Scarpelli e inoltre Leone Pompucci, importante regista che è stato allievo di mio padre, racconterà aneddoti e illustrerà i rapporti tra regia e sceneggiatura.”

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Come definirebbe il rapporto fra cinema e musica?

“La musica è armonia, contrappunto, timbro, coloritura; una sceneggiatura cinematografica, che resta pur sempre un testo narrativo, è caratterizzata da tono, timbro, colore, atmosfera, significato. Sono dunque due forme d’arte molto affini, imprescindibili l’una dall’altra in un film”.

Se dovesse scegliere una colonna sonora su tutte?

“Ogni colonna sonora di grandi compositori quali Trovajoli, Umiliani, Lavagnino, Rota, Carpi e gli altri, ha particolarità che la rendono unica e difficilmente dimenticabile. Forse la mia preferita rimane quella dei Soliti ignoti del maestro Umiliani, grandissimo autore di brani jazz che, vale la pena ricordare, nel seguito di quel film (Audace colpo dei soliti ignoti) si avvalse della tromba di un grandissimo quale Chet Baker. Per quanto riguarda il concerto all’Accademia, uno degli arrangiamenti più suggestivi e innovativi (come il pubblico avrà modo di sentire) è quello di “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?” realizzato, come tutti gli altri, da Fabrizio Siciliano.”

Cosa le ha trasmesso suo padre Furio nel suo lavoro?

“A me personalmente ha trasmesso un concetto credo fondamentale: per fare bene il cinema non bisogna riferirsi soltanto al cinema. Il cinema infatti è di per sé costituito dalla somma di tutte le arti per cui è fondamentale dedicarvisi

apportando qualcosa dall’esterno. Per questo, accanto alla professione di sceneggiatore come lui, ho intrapreso anche quella di storico della filosofia e, più in generale, di scrittore”.

Un invito ai lettori a venire a Palazzo Chigi, domenica pomeriggio?

“Gli spettatori avranno l’occasione di ascoltare qualcosa di unico nel suo genere, poiché verranno riproposte alcune delle indimenticabili colonne sonore che hanno accompagnato momenti significativi della storia italiana, così come è stata raccontata da Age e Scarpelli, trascritte per una formazione inconsueta, rispetto alla canonica orchestra coinvolta nell’esecuzione di musiche da film.”

Una bellissima chiusura della Stagione 2019 de “I Concerti dell’Accademia degli Sfaccendati” che festeggia anche i 50 anni di attività musicale della COOP ART – CESTEM, società organizzatrice dei Concerti, e che è sostenuta dal Comune di Ariccia, guidato dal Sindaco Roberto Di Felice, e dal MiBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.