I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e migliorano la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante Accetto presti il consenso all'uso dei cookie non solo tecnici, ma anche di profilazione e di terze parti. Per maggiori informazioni puoi comunque leggere l'informativa estesa.

Grottaferrata, quella strana trasparente democrazia di certa sinistra

GROTTAFERRATA (politica) - La scena politica è rovente dopo l'avvio della procedura di verifica per il sindaco Andreotti ed i consiglieri

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

"A me quest'uomo fa un po schifo", è un singolare commento a dir poco sgarbato, pubblicato sotto un post del mamilio.it su Facebook. La nostra testata aveva ripreso, nel un commento di Massimo Garavini, consigliere comunale che alludeva alla morale, all'etica di chi è stato indicato ad amministrare la cosa pubblica. Garavini riprendeva uno slogan citato dal sindaco Andreotti nella fantastica campagna elettorale 2017: "Pagare tutti per pagare meno".

mercatino natale frascati 191201

Si sa che la rete è democratica e permette a chiunque di esprimere opinioni, ma la cosa assume un significato diverso se a commentare in modo così inopportuno è un parente prossimo di un consigliere comunale. Un commento che non può sfuggire soprattutto dopo aver assistito ad un episodio bizzarro nell'ultimo Consiglio comunale. Ci riferiamo alla presa di posizione della consigliera Rita Consoli (Città al Governo), assunta con grande veemenza verbale nei confronti del presidente del Consiglio Francesca Maria Passini rea - a dire dell'esponente di maggioraza-minoranza - di aver fatto il proprio dovere, ossia di aver comunicato al Consiglio comunale lo stato di avviamento di una procedura di verifica di ipotesi di compatibilità per il sindaco Andreotti e per i consiglieri comunali sulla base della legge 267 art.63 comma 1 punto 6.

Quello del presidente del Consiglio è stato un atto dovuto, dettato dalla legge.

Ci sarebbe invero da chiedersi come mai "La città al Governo", invece di richiedere trasparenza e chiarezza (suoi antichi sepolti cavalli di battaglia), alzi barricate a difesa del primo cittadino apriori e senza piuttosto ammettere il dubbio legittimamente sollevato da una consigliera comunale (Veronica Pavani). 

Dove è finita l'attenzione per la questione morale degli ammimistratori pubblici? Come mai tanta violenza verbale? Perché tutta questa resistenza nei confronti della comunicazione di avvio di una procedura prevista dalle normative vigenti proprio al fine di tutelare il consiglio nel suo complesso? Forse "La città al Governo" ha dimenticato la propria provenienza politica, o ha usato la collocazione nel variegato mondo della sinistra per capitalizzare il consenso di quell'elettorato?

Una sinistra che si rispetti va essa stessa alla ricerca della verità, pretendendo immediatamente chiarezza. Sul sindaco si deve fugare ogni minimo dubbio - cosa che sinceramente ci auguriamo - e se dovessero verificarsi le condizioni di incompatibilità o ineleggibilità previste dalla normativa, anche La citta al governo, per coerenza, ne dovrebbe chiedere a gran voce le immediate dimissioni.

Non è pensabile che su chi grava la responsabilità di governare il paese possano aleggiare sospetti. Che andranno ora fugati.

radioRomaCapitale2 ilmamilio