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La mostra ‘Paesaggio Italiano” a Recanati curata da Vittorio Sgarbi: c’è anche Yuri Spalletta con ‘Punta Rossa”

GROTTAFERRATA (attualità) – Il fotografo di Grottaferrata nella rassegna di scatti voluta dal critico d’arte

ilmamilio.it

Sabato scorso a Recanati si è aperta una importante rassegna di fotografia contemporanea curata da Vittorio Sgarbi. La cornice scelta è quella dei musei civici di Villa Colloredo Mels. L'Incanto, lo Sfregio, il Paesaggio Umano, l'Utopia, il Paesaggio Interiore e la Città sono le sei sezioni in cui si articola l’esposizione con un nome significativo: ‘Paesaggio Italiano – L'Infinito tra Incanto e Sfregio’. Si chiuderà 15 gennaio 2020.

Il progetto, promosso dall’associazione culturale ‘Lo Stato dell’Arte’, organizzato in collaborazione con il Comune di Recanati e Sistema Museo. Nell’anno in cui si celebrano i duecento anni de ‘L’Infinito’ di Giacomo Leopardi è nata l’idea di una serie di scatti che raccontassero il rapporto tra uomo e natura: tema leopardiano e attuale.

Così il paesaggio italiano viene raccontato in questa mostra attraverso scatti che narrano l’Italia: 58 i fotografi selezionati da Sgarbi stesso tra migliaia di candidature. 91 le foto in mostra che narrano il paesaggio italiano e le sue contraddizioni, quotidianità e straordinarietà, passato e futuro.

Tra i fotografi selezionati per questo importante appuntamento anche Yuri Spalletta, di Grottaferrata, selezionato con lo scatto intitolato “Punta Rossa”, località di San Felice Circeo.

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“C'è nella vita di ogni uomo un luogo in cui rifugiarsi – narra la descrizione della foto - in cui la simbiosi che si crea è in grado di riaccendere ricordi, evocare immagini frastagliate di un sogno mai avvenuto, ed illuminarlo di una fascinazione continua e mutevole, tanto da rendere irrefrenabile e costante, il desiderio di contatto e la volontà di straniamento, con esso e in esso, fino a trasformarlo in “nonluogo”. I momenti spensierati tra amicizie private e poi ritrovate – prosegue la spiegazione - le immagini d'infanzia e la presenza di una Maga. L'elemento dell'emotività: l'acqua, il mare, respirato da vicino, sugli scogli, od osservato dalle altezze. E poi una targa di marmo, tra la macchia mediterranea, prima delle grotte primitive, con il nome del padre, Marcello Zei, zio lontano e narrato nei racconti del focolare, presente in poche immagini frastagliate e fanciullesche, a sancire il legame nobile, intimo, con il luogo della pace. Una giornata di pioggia, di mare minaccioso, una porta sugli scogli. La Grotta. Il luogo del cuore”.

La foto verrà donata alla fondazione Marcello Zei, zio di Yuri Spalletta, e al parco nazionale del Circeo. Zei è stato lo scopritore delle grotte di enorme valore archeologico che si trovano proprio in quel luogo.

Una soddisfazione per l’autore, ma anche la rappresentanza di un territorio, i Castelli Romani, dove il talento non manca.

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