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La villa dei Centroni: l’antica e lussuosa residenza romana del Tuscolano

L'edificio di età repubblicana è una delle grandi testimonianze del territorio e della sua storia

ilmamilio.it

La Villa dei Centroni è un grande edificio che poggia su una colata lavica, sotto la quale è stato rinvenuto un fitto reticolo di cunicoli scavati per ricavare la pozzolana usata per la malta cementizia: lo stesso materiale utilizzato per costruire parte di questa villa, probabilmente del I sec. a.C., simbolo del lusso tuscolano nell’antichità.

Posta ai margini del territorio Tuscolano, lungo la via Latina, presso il IX miglio (a quasi due chilometri da Villa Senni), la villa dei Centroni è situata sopra una piccola altura. Anticamente veniva raggiunta da un piccolo diverticolo che si staccava dalla via Latina.

Il grande complesso poggia su un terrazzamento artificiale di circa 200 metri che a settentrione presenta due grandi terrazze. L’apparato sostruttivo si articola in oltre 60 ambienti di servizio, quasi tutti coperti da volte e cisterne. Quindi una parte rustica limitrofa, presente nelle grandi dimore dove si svolgevano attività come la coltivazione della vite e dell’ulivo.

Villa Centroni è anche caratterizzata da una grande piscina, scavata nel 1943, di oltre 33 metri. Un’opera resa impermeabile da uno strato di signino e dai tipici cordoli agli spigoli. Nel punto più basso è stato rinvenuto un foro di drenaggio con la saracinesca, praticato alla base della parete corta, costituito da un’apertura rettangolare per la pulizia periodica della vasca (le acque venivano disperse oltre il terrazzamento per via di un cunicolo). Il livello costante veniva garantito da un tubo di piombo inserito nella parete che disperdeva sempre dallo stesso lato. Un acquedotto venne costruito allo scopo di alimentare le numerose conserve d’acqua e la 'natatio' di questa imponente villa. Le sue tracce e quelle della cisterna da cui aveva origine lo speco, il canale nel quale l'acqua scorreva, vennero documentate tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Quelle strutture sono quasi completamente sparite.

191114 aeci

Il complesso, che nel tempo ha mantenuto comunque la sua forma originale, viene generalmente datato all’età tardo repubblicana, anche se alcuni elementi architettonici e la presenza di laterizio fanno pensare alcuni studiosi agli inizi dell’età augustea. Il complesso non ha restituito reperti di rilievo a causa delle devastazioni e saccheggi subiti nel corso dei secoli.

Il nome della dimora prende presumibilmente origine dal proprietario, Centronius, costruttore noto per la sua attività nella zona tiburtina e prenestina, o anche alla 'gens Caecilia'. Un'iscrizione, ove era riportato l'elenco delle cariche ricoperte del senatore Quinto Caecilio Marcello, lo fa ipotizzare.

Una testimonianza importante che conferma la storia di questi territori.

(foto e fonti: Osservatorio Colli Albani per l'Archeologia e l'Ambiente)

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