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Nel circuito di Vallelunga il Bike Park più grande d’Italia

VALLELUNGA (sport) - la soddisfazione del direttore sportivo della S.S. Lazio Ciclismo, Felice De Nicola

ilmamilio.it 

Nel circuito romano di Vallelunga prende forma il Velodromo di Roma. Il grande spazio sarà dedicato biciclette e agli amanti dei due pedali da corsa che mountain bike o ciclocross.

A Vallelunga sorgerà, dunque, il più grande spazio dedicato al ciclismo d’Italia con una pista di oltre quattro chilometri all’interno di un terreno di circa quaranta ettari.

Le due ruote a pedali si alterneranno ai motori in specifiche giornate con orari ben precisi.

La notizia è stata accolta molto positivamente dalle società ciclistiche. Soddisfatto il direttore sportivo della S.S. Lazio Ciclismo, Felice De Nicola.

"La notizia circola da tempo e speriamo che adesso sia veramente la volta buona affinchè, burocrazia permettendo, il progetto vada in porto – ha commentato il ds biancoceleste - Spero comunque che l'utilizzo della struttura per il ciclismo venga inserita all'interno di una programmazione organica che permetta l'effettivo sviluppo della pratica sia road che off road, al fine di far tornare la "voglia di ciclismo" ai giovani che nella nostra regione sono sempre stati numerosi e di livello.

Non è la soluzione definitiva, comunque, perché ritengo che ci sia la necessità di creare strutture per il ciclismo all'interno della città di Roma, dove è concentrata per ragioni numeriche la più alta potenzialità di praticanti, soprattutto nelle categorie giovanili agonistiche dove nascono e crescono i ciclisti del futuro. Dopo lo scempio dell'abbattimento del Velodromo Olimpico dell'EUR, Roma non ha avuto più la possibilità di sviluppare il movimento ciclistico tra i giovani che potevano essere interessati al nostro sport.

Quella dell' "autovelodromo" di Vallelunga rappresenta senz'altro un notevole passo avanti. Mi aspetto che possa essere classificato come un  primo passo per il rilancio del ciclismo giovanile nella nostra regione e che non sia riservato esclusivamente al ciclismo amatoriale che, seppure molto importante come movimento, non può rappresentare, da solo, il rilancio completo dell'attività ciclistica – ha aggiunto De Nicola - C'è bisogno dei giovani che hanno la possibilità di crescere e sono gli unici a poter approdare, qualora ne abbiano le caratteristiche, al ciclismo professionistico. Le regioni del nord insegnano in questo senso".