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STORIE - Così la Madonna di Capocroce salvò Frascati dai terribili lanzichenecchi

FRASCATI (storie) - Quella del Santuario di Maria Santissima di Capocroce è una storia di gratitudine

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Come spesso accade nella storia, anche il Santuario di Maria Santissima di Capocroce nasce da una leggenda sacra legata ad un miracolo: durante lo spaventoso Sacco di Roma del 1527, Roma venne saccheggiata dall’esercito dei lanzichenecchi, soldati mercenari delle Legioni tedesche. Frascati tremava per l'arrivo incombente dell'esercito affamato e frustrato, infatti accadeva che quando il comandante non pagava le truppe le autorizzava a fare scempio delle città su cui passava.

La Madonna avrebbe sventato l’attacco dell'onda barbarica e la distruzione certa di Frascati con le parole «Indietro, o fanti, questa terra è mia»: è così che due anni dopo, per celebrare il miracolo, venne costruita una piccola cappella che però poteva contenere solo una dozzina di fedeli.

Nel 1612 la cappella di devozione per la scampata razzia, divenne un santuario.

La chiesa è in stile barocco, caratteristico del Seicento.

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Al suo interno troviamo L’Annunciazione di Mario Titi, pittore di Frascati, il quale ha dato numerosi contributi con la sua arte nelle chiese e musei dei Castelli Romani e del Lazio, primo esponente della tecnica “La colata”.

La Madonna di Capocroce non riuscì ad evitare invece, il bombardamento del 1944, quando gli americani distrussero completamente la chiesa. Eppure persino in questa terribile occasione, la facciata della chiesa originale del 1600 si salvò e anche l’immagine della Madonna del 1700, che venne ritrovata sotto le macerie. Dopo secoli di preghiere e gratitudine ci sono luoghi che si caricano di energie speciali, e di aspettative forti da parte della comunità che li vive.

Luoghi che salvano e si salvano.

Santuari e chiese talvolta vengono costruiti come giganteschi Ex Voto, per la grazia ricevuta, pericoli scampati, in un gioco tra auspicio per il futuro e gratitudine per il passato, che caratterizza antropologicamente tutte le religioni.

La funzione apotropaica, cioè di esorcizzazione, e quella di gratitudine per una tragedia imminente che non si è poi verificata, sono fondamentali nella vita degli uomini, dei paesi e nella loro tradizione. È sempre un prezioso insegnamento notare come l’uomo riesca a mediare tra un destino che gli è ignaro nella sua condizione di “impotenza” di fronte “all’ineluttabile”, e la speranza di venirne a capo, attraverso la preghiera, la fede e la costruzione di luoghi di culto affascinanti come questo.