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Rocca di Papa: vecchi e nuovi mostri all'orizzonte, ma la città chiede solo la pacificazione sociale

ROCCA DI PAPA (politica) - All'orizzonte una campagna elettorale tra le più difficili di sempre

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Quella che già si delinea netta e chiara è una campagna elettorale, la seconda di fila, di veleni ed "accoltellamenti" nel puro segno della continuità di 3 anni e mezzo di fango a tutti i livelli.

In questi ultimi anni Rocca di Papa, la scena politica di Rocca di Papa, ha offerto il peggio di sé con una continua successione di eventi politico-amministrativi complessi da interpretare razionalmente in tutta la loro realtà e con una rappresentatività politica, a 360°, intorbidita da continui cambi di fronte, di accordi di esclusiva occorrenza (spesso personale), di strette di mano e di voltafaccia nel breve volgere di pochissimi giorni.

La città, intontita da tanta confusione, ha definitivamente mollato e a parte i pochi ultrà rimasti, un po' sulle varie schiere (destinate però a continui rimpasti) il disinteresse e quella sorta di rassegnazione al peggio dominano l'umore cittadino. Troppi mostri, vecchi e nuovi.

I drammatici fatti del 10 giugno 2019, che hanno portato alla scomparsa di Vincenzo Eleuteri e di Emanuele Crestini, che avrebbero potuto portare ad una sorta di tregua non sono stati sufficienti allo scopo. Mentre si piangevano i morti, periti in una situazione assurda della quale ancora non si conoscono i contorni e le risultanze delle indagini ancora in corso, la politica si azzuffava ancora. Ed ancora.

Tanto che Rocca di Papa, la città e i cittadini, non hanno capito. Tantomeno.

Oggi che ci si trova di fronte alla nuova campagna elettorale e che i candidati sindaco iniziano ad accendersi (ed in alcuni casi a spegnersi già), chi fa politica a Rocca di Papa dovrebbe avere chiara l'unica vera mission possibile: riportare la pace in paese, provvedere ad una pacificazione sociale urgente e non più derogabile. Una pace che, unitamente a questa istanza primaria possa consentire alla città di ripartire davvero: onorare i suoi morti, elevarli al massimo grado, e da lì gettare le basi - sociali, associative, economiche - per far risorgere una comunità ingrigita da tutto questo.

Prima, insomma, di riparlare di politica ed Amministrazione, bisognerà parlare di Rocca di Papa. E di come ricostruire le sue macerie, materiali e sociali. Basta mostri.

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