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Velletri, la Polizia arresta un 30enne responsabile di una violenta rapina in una villa

VELLETRI (cronaca) - Le indagini hanno portato alla identificazione degli autori

ilmamilio.it

Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Velletri, diretto dal vice questore Liliana Galiani, hanno eseguito l'altro ieri sera una ordinanza di applicazione della misura cautelare in Carcere emessa dal Tribunale di Velletri – Ufficio GIP, nei confronti di un 30enne cittadino albanese con numerosi precedenti di polizia, per reati predatori e contro la persona.

E' ritenuto dopo un anno di incessanti indagini, responsabile con altri due soggetti in via di identificazione, della efferata rapina avvenuta il giugno scorso poco prima della mezzanotte a Velletri presso una villa in via Fontana Fiume alla periferia nord della cittadina dei Castelli Romani.

Le complesse attività di indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Velletri, hanno consentito al personale della Squadra Investigativa del Commissariato di Velletri di individuare e arrestare il cittadino albanese nel centro cittadino di Santa Maria Capua Vetere, dopo mesi di intercettazioni ambientali.

Il fatto: sono circa le 23 del 12 giugno 2018 quando gli agenti di una volante di Velletri, sono intervenuti in via Fontana Fiume, per una segnalazione di rapina in abitazione. Sul posto la proprietaria riferiva di aver sorpreso poco prima tre persone presumibilmente dell’Est Europa a perpetrare furto nella propria villa. La donna richiamava l’attenzione del padre e del fratello presenti nell’attigua abitazione genitoriale, i quali tentavano di bloccare i malviventi che nel frattempo stavano fuggendo. Il padre, nel tentativo di bloccare uno dei tre individui, era stato colpito in testa con un “piede di porco” mentre il fratello veniva colpito alla testa da un secondo individuo con una spranga di ferro e nel tentativo di bloccarlo si infortunava al piede destro.

Gli autori per non essere presi, saltavano giù dal balcone al primo piano, abbandonavano nel piazzale della villa una federa di un cuscino contenente numerosi oggetti in oro ed argento, nonché altri attrezzi utilizzati per poter entrare all’interno dell’abitazione, tra cui una radio ricetrasmittente.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Scientifica, che durante i rilievi tecnici hanno sequestrato diversi oggetti. All’epoca dei fatti, il padre della ragazza veniva soccorso e portato all’ospedale dei Castelli di Ariccia e successivamente trasferito presso il Policlinico Umberto I di Roma in prognosi riservata a seguito delle fratture al volto ed al trauma cranico, con parziale perdita della vista ad un occhio. Il fratello invece riportava la frattura della gamba e un trauma cranico giudicato guaribile in due mesi dai sanitari del Policlinico Umberto I di Roma. I reperti sequestrati sottoposti ad accertamenti biologici eseguiti dal Servizio Polizia Scientifica di Velletri e Roma permettevano di ottenere un profilo genetico singolo riconducibile ad un individuo di sesso maschile, il cui genotipo era utile ai fini identificativi, evidenziando una concordanza tra il profilo genetico ottenuto con quello proveniente da una diversa scena del crimine dove sempre il soggetto era stato censito dalla scientifica. Nel corso della comparazione veniva accertata una concordanza positiva e totale tra il profilo genetico del cittadino albanese, e il profilo genetico ottenuto dal reperto biologico.

Identificato il rapinatore, il GIP presso il Tribunale di Velletri emetteva l’ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare in Carcere, su richiesta della Procura della Repubblica di Velletri. Complessa l’attività di indagine per catturare il malvivente, che nel frattempo, si era reso irreperibile sul territorio nazionale essendo privo di una fissa dimora. In Italia senza fissa dimora, dopo alcuni spostamenti a Bologna e in provincia di Napoli, è stato catturato nella tarda serata dell'altro ieri grazie alla lunga attività investigativa della Squadra Anticrimine del Commissariato di Velletri, con la collaborazione dei colleghi di Santa Maria Capua Vetere, dove gravitava da alcuni mesi.

L'uomo, intercettato grazie anche ad una utenza telefonica, è stato fermato e arrestato a bordo di un’autovettura con arnesi atti allo scasso, del tutto simili a quelli utilizzati nella rapina perpetrata presso l’abitazione di Velletri. Al termine delle formalità di rito è stato associato presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere per i reati di rapina aggravata e duplici lesioni personali gravissime .