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DONNE... persone prima di tutto: prendersi cura di sé, anche per... gli altri

vignetta donne ilmamilioGENZANO (attualità) - Da sempre la figura centrale della famiglia

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Come psicologa e referente di un Centro di ascolto per donne, mi capita ogni giorno di incontrarne tante, con storie diverse, ma spesso accomunate da un fattore: un profondo stato di malessere legato alla difficoltà di trovare uno spazio per sé stesse e per le proprie esigenze.

Oggigiorno la donna, figura da sempre centrale nel sostenere la famiglia, si trova a dover affrontare diversi ruoli a volte in contrasto tra loro e, anche se il ruolo dell’uomo sta evolvendo verso quello di una figura maggiormente partecipe alla gestione del ménage familiare, la donna sente sempre su di sé il peso maggiore del buon funzionamento della famiglia, anche perché culturalmente ancora è investita di questo ruolo e viene giudicata in base a come lo svolge: la propria identità e il proprio valore si misurano in base alla capacità di gestire in modo ottimale la propria famiglia.

Questa situazione comporta un problema di fondo: troppo spesso la donna dimentica di essere prima di tutto una persona, con bisogni, debolezze, con la necessità di staccare e con la possibilità di fallire! Già... perché il fallimento non è contemplato e, se avviene, è motivo di perdita di autostima, dal momento che troppo spesso si confondono la propria identità e le proprie capacità con il successo nei vari ruoli rivestiti! Si rischia allora uno stato di alienazione e burnout rispetto a sé stesse: la proiezione costante verso le esigenze degli altri comporta un distacco dai propri bisogni che vengono messi a tacere, con un grande dispendio di energie e un eccessivo affaticamento fisico e mentale, con conseguenti ricadute sul benessere psicofisico e l’insorgere di problemi quali stati depressivi e/o ansiosi e disturbi psicosomatici.

Allora cosa fare? Prima di tutto è importante non perdere mai di vista la centralità della propria persona, che riveste alcuni ruoli che sono solo un aspetto dell’identità, non l’essenza. Cercare poi di creare un clima familiare di condivisione delle responsabilità, non è detto che tutto debba ricadere su un’unica persona e chiedere aiuto non è segno di debolezza ma sintomo di una forte consapevolezza di sé stessi e dei propri limiti; bisogna poi imparare a lasciare andare: non tutto deve sempre essere perfetto, a volte si può tralasciare qualche “compito” e concedersi un po’ di relax; cercare di trovare uno spazio, anche piccolo, per le proprie passioni ed esigenze: la palestra, un caffè con le amiche, una camminata in mezzo alla natura, curare un hobby che ci faccia sentire bene…

In poche parole, prendersi cura anche di sé stesse, perché dal proprio benessere dipende anche quello di chi ci sta vicino!!!

                                                                                                        Dott.ssa Orietta Barbaliscia

                                                                                                                    Psicologa

                                                                                                  Responsabile Associazione Demetra

                                                                                                           Via Franco Guidobaldi,48

                                                                                                                  Genzano di Roma

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