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Marino, Comune: "4 Novembre rivolto sopratutto alle nuove generazioni"

 

MARINO (attualità) - “Non esiste una guerra giusta, non esiste sacrificio maggiore di chi  ha indossato una divisa e ha dato la vita per noi” le parole del Sindaco Colizza"

ilmamilio.it - nota stampa

Si è svolta lunedì 4 novembre la Cerimonia di Commemorazione per i Caduti della Prima Guerra Mondiale promossa dal Comune di Marino.

Il Corteo cittadino, preceduto dal Concerto Filarmonico E. Ugolini diretto dal M° Carmine Scura, composto dalle autorità civili, militari e religiose nonché da rappresentanti dell’A.N.P.I., dell’Associazione Carabinieri in congedo, della C.R.I., delle Guardie Zoofile, del Centro Anziani di Marino, è stato rallegrato dalla presenza di circa 250 ragazzi provenienti dalle seguenti scuole: Morante, I. Nievo, A. Frank e P.Levi per l’Istituto Comprensivo P. Levi di Frattocchie; dalla Vivaldi, V.le Repubblica e Verdi per l’Istituto Comprensivo Santa Maria delle Mole e dagli alunni della scuola paritaria Maestre Pie Venerini di Marino.

Per le Forze dell’Ordine sono intervenuti rappresentanti del Commissariato della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri di Marino insieme ai vertici della Polizia Locale e alla Protezione Civile Comunale.

Al termine della cerimonia, chiusa dalla Preghiera in suffragio di tutti i Caduti da parte di Don Jesus Grajeda Parroco della Chiesa della Natività di S.M.Mole, il Sindaco Carlo Colizza e la delegazione comunale si sono recati a rendere omaggio alla Lapide ai Caduti della Prima Guerra Mondiale che si trova al Barco Colonna, nell’ex Viale della Rimembranza.

Questi i passi salienti del discorso del Sindaco rivolto soprattutto alle nuove generazioni .

Il 4 novembre 1918 – ha detto il Sindaco Colizza nel suo intervento - finiva la prima guerra mondiale e questa che oggi celebriamo è la prima festa istituita nel 1919 che compie 100 anni che è stata sempre oggetto di festeggiamento.  La prima guerra mondiale è stata una guerra combattuta in maniera folle. Nessuna guerra è combattuta in maniera intelligente, ma quello che sono riusciti a fare sui campi di battaglia quegli uomini che provenivano da qualsiasi regione e censo, usati come masse umane da mandare contro una mitragliatrice ci fa riflettere. QQQQQuel sangue oggi vi ha dato un Paese i cui valori sono spesso racchiusi in un’unica parola ma il profondo significato spesso lo perdiamo, è il significato di Patria. La Patria è la mamma del nostro popolo, la Patria è il nostro popolo. La Patria è la nostra Nazione. Non esiste una guerra giusta, non esiste una guerra intelligente e non esiste sacrificio maggiore di quegli uomini che indossano una divisa, hanno indossato una divisa, anche per noi, si sono sacrificati e hanno dato la vita, hanno garantito e garantiscono che oggi quelle cose che per noi sono scontate e automatiche rimangano tali. Siamo la somma di cuori che battono e hanno battuto, siamo la somma dei ricordi, siamo la somma dei valori che abbiamo e che dobbiamo sforzarci di tramandare e di difendere. Difendete la libertà, difendete il nostro Paese, perché il nostro Paese merita di essere difeso, difeso da chi vuole cancellarne le caratteristiche, di quello che è lo sforzo di libertà e la volontà di unione… La storia non la puoi riscrivere, quello che puoi scrivere è il tuo presente e il tuo futuro, voi siete futuro. Lo Stato è una comunità, una comunità a tutti i livelli, c’è chi indossa la fascia di sindaco, c’è chi suona la musica, c’è chi ha delle divise. Voi comunque non scordate di studiare, non scordate di capire e soprattutto non scordate che tutti quei valori hanno voi come interpreti e che la libertà di chi mi è vicino va difesa… Tenetelo stretto il tricolore, tenetelo con dignità e insegnate che la dignità di una bandiera è che io riesco a guardare chi c’è dietro, indipendentemente da come è fatto, dal colore della pelle, vestito o no,. Festeggiate tutte le Armi ma anche i civili che hanno dato qualcosa in più per gli altri. Questo è un Paese che ci ha dato tanto su questo aspetto. L’augurio è che cresciate nella consapevolezza di quanto è unico il mondo dove viviamo e che le cose non nascono per caso. Tenetelo stretto questo tricolore, sventolatelo e difendetelo. Viva l’Italia e viva le Forze Armate”.

Importante anche il messaggio fornito dal Vice Presidente dell’ANPI - Sez. A. Del Gobbo di Marino Ugo Onorati qui riportato in sintesi:

Il 4 novembre ricorda a tutti la fine di una delle più grandi e terribili guerre del Novecento, la prima, ma poi quasi fosse la continuazione della stessa, dopo venti anni un’altra ancora più terribile incendiò l’Europa e il mondo: la seconda guerra mondiale. Alla fine della prima e poi della seconda guerra mondiale si è concluso il lungo percorso dell’Unità Nazionale italiana iniziato con il Risorgimento. Il primo Risorgimento iniziato con Cavour, Garibaldi e Mazzini, il secondo con la Resistenza. La differenza fra i due momenti storici è che in un primo momento fu fatta l’Italia, in un secondo momento furono fatti gli italiani. … Il 4 novembre quindi è una delle tappe del nostro Risorgimento nazionale, di cui la Resistenza è l’atto conclusivo. Tappe tutte alle quali le forze armate diedero il loro fondamentale contributo… Forze armate che non sono una parte separata del popolo italiano, ma sono parte di esso, baluardo delle libertà democratiche, garanzia della difesa nazionale, presidio della pace del nostro e di tutti i popoli”.