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Frascati - L'Amministrazione comunale replica al Comitato dei lavoratori della Sts

FRASCATI (politica) - Una lunga risposta alle preoccupazioni ed alle accuse del Coralas

ilmamilio.it - nota stampa

Relativamente al pezzo apparso in data 31 ottobre 2019 su ilmamilio.it, dal titolo: Frascati - Sts, questa mattina l'assemblea dei lavoratori: "Una questione di rispetto", l’Amministrazione Comunale precisa quanto segue.

Il Comune di Frascati è, come noto, attualmente impegnato nella predisposizione di un piano di riequilibrio pluriannuale necessario a rimettere in ordine i conti definitivamente, dopo anni di difficoltà. In questo quadro generale, le riflessioni non possono non investire anche l'Azienda Speciale STS che del Comune è una struttura importante.

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Ora, se da un lato la STS Asp è uno dei temi di esame nel percorso di risanamento dei conti pubblici, per l'importanza dell'impegno economico che comporta per il bilancio comunale, diverso è il discorso che riguarda i suoi dipendenti che rappresentano risorse umane e professionali che si vogliono salvaguardare e valorizzare. Pur comprendendo le ragioni di preoccupazione dei dipendenti, per le sorti dell’Azienda STS e dei loro posti di lavoro, sgombrato il campo da presunte valutazioni negative espresse nei loro confronti, che si disconoscono in toto, va però evidenziato che l’analisi che emerge dal comunicato del Co.ra.la.s. sulle cause che hanno determinato la crisi aziendale è assolutamente parziale e non veritiera. In tale comunicato si dimentica che al momento dell’insediamento di questa Amministrazione i conti della Azienda STS (la cui attività risultava avviata solo due anni prima) evidenziavano risultati di gestione fallimentari (disavanzo vicino ai 2 milioni di euro e debiti verso fornitori per circa 2,5 milioni).

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Si dimentica, in questo comunicato, che il nuovo contratto di servizi ha evitato la liquidazione della Azienda, aggravando però notevolmente gli oneri a carico dell’Amministrazione Comunale, e che nel passaggio tra la vecchia STS S.r.l e la nuova STS Asp c’è stato un importante incremento di unità lavorative occupate, rispetto alla legittimità delle quali non era possibile non procedere con delle verifiche, stante l’assoluta inadeguatezza di accordi sindacali a sanare eventuali vizi di legittimità nei processi selettivi.

Nonostante tutto l’Azienda, in attesa di chiarire bene i riflessi normativi della vicenda, ha ritenuto di salvaguardare i livelli occupazionali, chiedendo un inevitabile sacrificio ai lavoratori, di cui tutti avrebbero fatto a meno, se fosse stato possibile.

 

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Sacrificio che in ogni caso sarebbe stato ben più contenuto se ci fosse stato da parte di chi gode di riconoscimenti retributivi extra (meglio noti come superminimi) la disponibilità a rinunciarvi, ripristinando così anche situazioni di maggiore uniformità e equità tra figure professionali omogenee. A distanza di due anni non si può disconoscere che il piano di risanamento aziendale ha consentito di far riassorbire circa la metà (1,2 milioni di euro) del disavanzo di gestione creatosi nel primo biennio di attività, garantendo la sopravvivenza della STS da una fine altrimenti segnata.

Questa Amministrazione non può accettare che i dipendenti attribuiscano ai suoi rappresentanti l’utilizzo di “metodi basati sulla minaccia, sul ricatto e l’intimidazione”, per limitarci ad alcune delle dichiarazioni riportate, accuse gravi e diffamatorie, difficili da giustificare anche in un contesto di comprensibile tensione e preoccupazione. Si evitino questi toni oppure si circostanzino davanti alle autorità competenti le accuse, perché non potranno essere accettate ulteriori dichiarazioni di questa natura.

Non è volontà della Amministrazione Comunale “attaccare altre fazioni politiche, per aver fatto della STS il loro centro di potere”, se gli aderenti al Comitato ritengono che questo sia avvenuto, lo denuncino. Saranno i fatti a dire chi ha sbagliato e ne risponderà davanti a chi di competenza, ma l’intento oggi è quello di assumere decisioni che siano coerenti al raggiungimento degli obiettivi prefissati: di equilibrio economico, di maggiore economicità ed efficienza dei servizi, anche mediante una loro rimodulazione, di sostenibilità per le casse comunali e, non ultimo, di salvaguardia dei livelli occupazionali e di valorizzazione delle professionalità aziendali.

La situazione economica finanziaria del Comune, che ha obbligato l’Ente a ricorrere alla procedura di riequilibrio pluriannuale, situazione sulla quale ha inciso negativamente anche l’onerosità dei servizi assunti per il tramite della azienda - oltre che l’emersione di rilevanti debiti pregressi, l’annullamento di delibere tributarie, ed altro ancora -, obbliga l’assunzione di decisioni importanti e non procrastinabili, rispetto alle quali non esistono alternative, tali da garantire il raggiungimento degli obiettivi perseguiti e sopra indicati. Non è questo il momento dei veleni, ma è quello del realismo, della responsabilità e, possibilmente, della collaborazione.

L’Amministrazione non si farà trascinare nella polemica sterile e facilmente strumentalizzabile animata da chicchessia, ma porterà avanti le proprie determinazioni, confidando sempre in un confronto con i lavoratori e con le loro rappresentanze sindacali, oltre che con tutte le forze politiche.