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Monte Compatri, controlli a tappeto negli impianti di produzione di conglomerato bituminoso. Sequestrate tonnellate di rifiuti speciali

MONTE COMPATRI (attualità) - Detti rifiuti, costituiti per lo più dal fresato di asfalto proveniente dalle opere di manutenzione e rifacimento del manto stradale, erano addirittura privi, in alcuni casi, delle certificazioni analitiche che ne escludessero la pericolosità.

ilmamilio.it

Nel contesto di attività ispettive promosse dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale finalizzate al contrasto agli illeciti ambientali nello specifico settore, i militari del Nucleo Operativo Ecologico di Roma hanno controllato quattro impianti per la produzione di conglomerato bituminoso operanti nell’area al confine col Frusinate.

All’esito delle verifiche, è emerso che i responsabili degli impianti hanno gestito rifiuti speciali, pericolosi e non, per quantitativi di gran lunga esuberanti i limiti previsti in autorizzazione. Detti rifiuti, costituiti per lo più dal fresato di asfalto proveniente dalle opere di manutenzione e rifacimento del manto stradale, erano addirittura privi, in alcuni casi, delle certificazioni analitiche che ne escludessero la pericolosità.

I militari hanno quindi sottoposto a sequestro preventivo circa 44.000 tonnellate di rifiuti, affinché la condotta criminosa non determinasse ulteriori conseguenze negative per l’ambiente, contestualmente denunciando alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, per illeciti ambientali, i rappresentanti legali di tre delle quattro società ispezionate.

Alle attività ha preso parte anche ARPA Lazio, che ha effettuato campionamenti sui camini, rilevando il superamento dei valori limite delle emissioni in uno degli impianti. In un secondo impianto, la non conformità del camino non ha permesso neppure l’effettuazione delle misurazioni. Le violazioni sono già state comunicate alla Città Metropolitana di Roma per le conseguenti determinazioni di competenza.

Gli accertamenti condotti dal N.O.E trovano riscontro nelle numerose segnalazioni effettuate nei mesi scorsi dai cittadini dei Comuni dei Castelli romani di Monte Compatri, San Cesareo e Colonna, che hanno denunciato molestie olfattive, presumibilmente dovute alle emissioni degli stabilimenti della zona industriale del comprensorio ed interrogazioni parlamentari. Gli esponenti, tra cui Sindaci, Comitati locali e Parlamentari, hanno unanimemente lamentato la presenza di un fumo denso e nero, proveniente appunto dai camini degli stabilimenti controllati nel polo industriale dei tre Comuni, a pochi passi dalla Capitale.