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STORIE - Gadda e i Castelli romani, quel... pasticciaccio brutto sur treno pe Marino

pasticciaccio gaddaMARINO (storie) - Una delle colonne letterarie del '900 affonda le sue storie anche nel territorio castellano

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Carlo Emilio Gadda, scrittore e poeta italiano del Novecento, fu rilevante per lo sconvolgimento che portò nelle strutture sintattiche e linguistiche della letteratura moderna.

Gadda Nacque a Milano, studiò ingegneria ma la sua vocazione era la scrittura, si iscrisse al partito fascista ma poi compose “Eros e Priapo”, saggio satirico provocatorio e tagliente contro il fascismo in cui ridicolizza senza mezzi termini il regime e Mussolini.

“Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (1957) è sicuramente la sua opera più famosa, un giallo corale ricco di analisi umane e sociologiche. Le vicende partono dalle zone intorno alla stazione di Roma e si espandono verso i Castelli Romani, e in questo contesto inserisce una vera e propria esaltazione del gusto e dei profumi della tipica porchetta.

Il commissario Francesco Ingravallo, viene chiamato ad indagare sul furto subito da una ricca signora; durante i sopralluoghi della scena del crimine trova un biglietto del treno per Marino, che lo porterà ad indagare nei territori dei Castelli Romani.

«Ingravallo si potè concedere una scappata a Marino...era una giornata meravigliosa: (…) gli pareva davvero di inalare ambrosia cor naso, de bevela giù ne li polmoni: un sole dorato sur travertino o sur peperino d'ogni facciata de chiesa» Gadda conosce non solo i monumenti di Marino, ma anche i marmi con i quali sono stati costruiti, ha osservato perfino dove batte il sole nelle diverse ore della giornata.

La mescolanza di dialetti italiani, di registri colti e popolari, l'alternanza tra visioni del mondo borghesi e proletarie rendono il racconto divertente e intricato. Il “pasticciaccio” è quindi la difficoltà di orientarsi nelle diverse concezioni del mondo proprie dei vari e disparati personaggi, la difficoltà degli uomini di comunicare, di far valere le ragioni delle loro classi sociali.

Il mondo umano è confuso e grottesco nella visione dell'autore.

Gadda insomma, cercava di conoscere gli uomini e le loro stranezze, ma quello che sappiamo con certezza è che conosceva bene i Castelli Romani, infatti già in un racconto giovanile aveva descritto la sagra dell'uva di Marino, dal quale è chiara una conoscenza piuttosto precisa dei luoghi e delle tradizioni del posto: «Oh se gli architetti milanesi sapessero mai combinare una fontana simile, come sul sagrato a Marino!».

Chissà quante passeggiate hanno ispirato i suoi racconti, tra Marino e un bicchiere di vino.

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