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Albano: Onorati e Gargamelli alla Festa del Cinema di Roma coi Nirvana

ALBANO (attualità) - Luca Onorati è residente in città e figlio del noto poeta e scrittore Aldo Onorati

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Alla 14^ Festa del Cinema di Roma arriva un documentario su una notte memorabile per la musica in Italia, quella del concerto che i Nirvana - il gruppo deponente del Grunge e di una rivoluzione musicale ancora vigente - tennero a  Marino, un piccolo comune nella provincia di Roma nel 1994. “I wish I was like you”, documentario di Luca Onorati e Francesco Gargamelli,  è il racconto personalissimo, in bassa fedeltà e alta passione, dei preparativi di una notte, e l'autobiografia - tramite un'attesa e un concerto - di una generazione e di un intero periodo della nostra storia. Un film comico, ruvido, venato di malinconia e di un fuoco che da 25 anni i protagonisti di quel momento conservano senza farlo esplodere e senza estinguerlo. Una piccola gemma in vhs, un poemetto sulle difficoltà e le piccole magie della gioventù.

Luca Onorati è molto conosciuto anche ai Castelli Romani, in quanto residente ad Albano Laziale e figlio del noto poeta e scrittore Aldo Onorati.

“I wish I was like you” è un documentario sul concerto dei Nirvana che si tenne a Marino, in provincia di Roma, il 22 febbraio 1994. Ma anche un viaggio negli anni '90, compiuto a ritroso dai due registi, spettatori di quell'epoca e di quell'evento memorabile. 

Il Palaghiaccio di Marino, location del concerto, è ormai abbandonato e fatiscente. A 25 anni dalle ultime esibizioni pubbliche dei Nirvana e dalla morte di Kurt Cobain, la struttura appare come un simbolo di decadenza, ma diventa anche spunto per l'esaltazione di quei protagonisti e per una riflessione su quel periodo storico.

Il tono generale è semiserio, ironico e dissacrante: i due registi affrontano la materia del ricordo con allegria e con l'ausilio di materiale di repertorio personale, girato in vhs-c nelle tante serate di follia vissute da ragazzi. 

“I wish I was like you” è una dichiarazione d'amore alla giovinezza degli autori e alla sua colonna sonora più preziosa: Kurt Cobain e i Nirvana.

I registi Luca Onorati e Francesco Gargamelli hanno commentato: “L'idea del documentario nasce in garage, durante una delle tante sere di lavoro dopo il lavoro. Eravamo a pochi mesi dal venticinquesimo anniversario della morte di Kurt Cobain e ci è venuta voglia di celebrare questo ricordo, per noi ancora molto drammatico, facendo un'enorme proiezione del concerto del Palaghiaccio del 22 febbraio 1994 proprio sulle pareti esterne della struttura ormai abbandonata e fatiscente a 25 anni esatti di distanza. Da qui è partito tutto e abbiamo quindi iniziato a ragionare su come poter fare qualcosa di ancora più significativo e duraturo per noi e per le persone della nostra generazione. Abbiamo scoperto di avere tanto materiale personale in vhs-c e così le cose girate ad hoc le abbiamo realizzate quasi tutte con una vecchia videocamera per avere quel sapore “anni '90”. Ci siamo divertiti molto durante tutta la lavorazione, e pensiamo che il tono ironico della narrazione ne sia la prova. Non volevamo fare un Amarcord nostalgico su quanto fosse tutto meglio prima, ma raccontare con passione il perché siamo ancora così legati a quel decennio. I Nirvana sono la partenza e l'arrivo della narrazione. Nel mezzo c'è il racconto del walkman, il difficile rapporto adolescenziale con i genitori, la scuola, le autogestioni, le ragazze, la politica, le birre.... e il ritrovamento del leggendario bootleg del concerto dei Nirvana al Palaghiaccio di Marino”.

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