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La Granfondo è un caso: quale il Comune "traditore"? Ciclisti infuriati, in molti comunque pronti per il percorso lungo

granfondo2019 definitiva ilmamilioFRASCATI (attualità) - Domattina una 8^ edizione in tono decisamente minore. Enorme il disappunto dei partecipanti

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La Granfondo Campagnolo 2019 di Roma è un caso assoluto.

Basta leggere gli oltre 550 commenti presenti sulla pagina dell'organizzazione sotto al post nel quale veniva comunicata la drastica riduzione del tracciato.

LEGGI E alla fine la Granfondo Campagnolo diventa mini: tracciato dimezzato. Castelli appena lambiti

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Tanti i dubbi su quanto effettivamente avvenuto in questi ultimi giorni, poche le certezze se non quella assoluta di una manifestazione che è stata drammaticamente ridotta.

Gli organizzatori parlano di "un Comune" che non ha concesso l'autorizzazione al transito dei ciclisti. In realtà, a quanto risulta, a negare il passaggio sono stati quantomeno i Comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone e Monte Compatri: e Castel Gandolfo? Chi tra questi è considerato il Comune "traditore" che ha fatto saltare il piano?

Curiosa davvero appare la posizione di Grottaferrata: è vero che per domani è prevista la santificazione (a San Pietro, in Vaticano) di Giuseppina Vannini col successivo arrivo in città di numerosi pullman (che dovrebbero attestarsi tra piazza De Gasperi e viale San Nilo) per la visita alla tomba della suora presso la casa delle Figlie di San Camillo su via Anagnina, ma i conti non quadrano.

E nessuno li spiega.

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Curioso il fatto che nelle scorse settimane il sindaco Andreotti abbia nominato assessore proprio l'ex presidente e fondatore della Granfondo, l'avvocato Gianluca Santilli. E sembra che Grottaferrata abbia fornito un percorso alternativo a quello caldeggiato dagli organizzatori. Tanti "sembra" per poche certezze. Qualcuno spiegherà quanto accaduto?

Di fatto la competizione arriverà da Roma lungo la via Appia Nuova toccando ed attraversando Marino, quindi il rientro verso la Capitale attraverso le campagne.

Intanto monta la rabbia dei ciclisti. Più di 550 come detto, al momento di scrivere, i commenti apparsi sulla pagina Facebook della Granfondo. Moltissimi i partecipanti che minacciano di "ritirare il pacco gara senza però prendere il chip" (per la partecipazione effettiva alla gara), molti però anche quelli che si dichiarano pronti comunque a percorrere "il percorso lungo" per conto proprio.

I più arrabbiati sono quelli che vengono da fuori Roma: messaggi dalla Svezia, dalla Polonia, da molti altri Paesi da parte di ciclisti che avevano prenotato da mesi per la gara e che proprio per raggiungere la Capitale si sono messi in viaggio con largo anticipo salvo poi avere la brutta notizia. Larghissimo il dissenso ed il disappunto tra i partecipanti.

Per la Granfondo e per il ciclismo a Roma una bruttissima botta che, probabilmente, chiude la pratica. Una manifestazione che negli anni scorsi aveva creato malcontento e disagi ai Castelli romani salvo l'ultima edizione nella quale, tutto sommato, anche a livello di comunicazione ed informazioni le cose avevano funzionato.

Ma, oltre ogni ragionevole dubbio, ce n'è uno che appare il padre di tutti gli argomenti: possibile che si sia arrivati fino agli ultimissimi giorni senza sapere nulla e restando spiazzati dal diniego di "un solo" Comune?

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