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Grottaferrata, edificio a un passo dalla Via Latina. Dopo la segnalazione, le domande e le riflessioni

GROTTAFERRATA (attualità) –Attraverso la Carta Archeologica e la veduta satellitare è possibile vedere la vicinanza. A Casal Molara la soglia di rispetto fu individuata a 25 metri dal tracciato

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La Via Latina è stata un tracciato molto importante per l’età antica. Il percorso, visibile definitivamente tra il IV e il III secolo a.C., veniva già utilizzato, secondo alcune fonti, in età preistorica e dagli Etruschi. Iniziava a Roma, da Porta Capena, assieme alla Via Appia. Le due vie poi si separavano tanto che nelle Mura Aureliane nacquero la Porta Latina e la Porta Appia. La Via Latina saliva poi per il Tusculano, tra la città di Tusculum ed il Monte Albano, e scendeva verso la città di Algidum. Una strada romana che da Roma andava in direzione sud est per circa 200 km, per terminare poi nella moderna Capua.

La Via Latina passa anche per Grottaferrata, notoriamente. Ebbene, qualche giorno fa è stato segnalato dall’Associazione ‘Lengheru Neru’ un edificio che è sorto ad un passo dall’antica strada. La consultazione della Carta Archeologica del Comune di Grottaferrata (scheda numero 31, disegno qui sotto) e una veduta specifica dal satellite ci dà contezza di dove sia stato realizzato il manufatto. In discussione non c’è la legittimità della realizzazione dell’immobile, e neanche interessa se questo sia in luogo privato o pubblico. Evidentemente, se è stato costruito, ha avuto ogni concessione. La riflessione, semmai, è sulla posizione.

La scheda 31 della Carta Archeologica recita: “La presenza di una tomba in quest’area, posta al margine settentrionale della via Latina, è stata più volte segnalata in passato. Lanciani la colloca nella sua planimetria del 1905 ed ugualmente la medesima sepoltura compare nella planimetria redatta dalla Soprintendenza archeologica del Lazio. Dal momento che non si hanno altre notizie di questa tomba, si è reso necessario un sopralluogo, che è stato più volte sollecitato, ma, di fatto, purtroppo negato dalla proprietà. Di recente (la Carta è del 1999, aggiornata al 2007 ndr), in seguito all’intervento della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio che ha condotto indagini preventive nell’area in questione, è stato appurato che il rudere affiorante non era un mausoleo, come creduto in passato, ma probabilmente una fontana o un ninfeo alimentati forse dalla vicina conserva d’acqua (sito n° 32 della Carta Archeologica). Accanto ad esso è venuto alla luce un tratto piuttosto ben conservato del lastricato della Via Latina, per una lunghezza di circa 20 metri. Lo scavo, anche se in via preliminare, ha inoltre evidenziato la presenza di altre strutture antiche, ma ha anche escluso la presenza di un’altra tomba segnalata in passato”.

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A Grottaferrata, quando venne scoperta la Via Latina sotto Casal Molara, proprio grazie alle indicazioni della Carta del Dott. Franco Arietti, si predispose un vincolo ministeriale di 25 metri su entrambi i lati del tracciato. Questo per rendersi conto non solo dell’importanza, ma anche del rango di tutela e delle distanze possibili.

Dopo la segnalazione ove si evincono le varie evidenze, la domanda è la seguente: che giudizio o parametro viene usato ed è stato usato? L’Associazione Lengheru Neru ha chiesto anche se sia stata interpellata la Soprintendenza. Ma vogliamo sperare di sì, visto che l’edificio è stato messo in opera.

Queste le domande che circolano ora tra le associazioni che vorrebbero interessarsi del caso nei prossimi giorni (dalla politica locale, alle prese con assessori e consiglieri che vanno, vengono e sbattono la porta, dirigenti che se ne vanno e altri in arrivo, il momento suggerisce altri pensieri e soluzioni). Un ‘attenzione che si allargherà, da quanto si è compreso, anche ad altre aree.