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Grottaferrata - Il folle documento di Re Andreotti, la grottesca riunione e l'accordo con le ex "dure e pure"

GROTTAFERRATA (politica) - Tutto fatto con Città al Governo, ma spesso i giochi di questo tipo non riescono

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Un documento folle, un riunione grottesca. Il sindaco Andreotti, che oggi si sente con le spalle parate, ha imposto alla sua maggioranza - a chi ci è stato - un atto, che poi ha inteso pubblicare, col quale ha assunto il controllo completo dell'Amministrazione comunale. Come se già, disinteressandosi delle legittime istanze di alcuni suoi consiglieri, non lo faccia da mesi. Praticamenta da sempre.

Re Andreotti ha assunto il comando assoluto senza le firme di Massimo Garavini, Veronica Pavani e di Ines Scacchi, che ovviamente anche in questa occasione non era presente e che continua a intendere "da remoto" una funzione di consigliere comunale per la quale è piuttosto stata eletta dai cittadini di Grottaferrata per rappresentarli. Ma, è stato scritto, la Scacchi ha comunque espressamente dato il suo placet a distanza. E della consigliera comunale remota torneremo presto a parlare.

LEGGI Grottaferrata, il documento della maggioranza che rinnova fiducia al sindaco. Garavini e Pavani non firmano

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 Insomma, come se non lo facesse da tempo, il sindaco si è fatto firmare dai suoi un mandato totale, praticamente in bianco: potrà fare come gli pare, come se già non lo facesse da sempre. Mentre insomma alcuni dei suoi gli chiedevano partecipazione e condivisione alle scelte, chiarimenti ed informazioni, il sindaco continua a strizzare l'occhio a Città al Governo: non è espessamente scritto nel documento dove si parla genericamente di minoranza ma a Grottaferrata dell'accordo lo sanno tutti.

Mentre insomma alcuni della maggioranza chiedevano di capire sul caso Prisco, apprendevano della nomina dell'assessore Santilli da ilmamilio.it, cercavano di capire cosa accadeva sul fronte dell'asilo nido - altra storia emersa dal nostro giornale - (solo per restare alle ultime vicende), il sindaco ha imposto - stavolta andando sì oltre il suo ristrettissimo cerchio magico - la firma di un documento folle.

Un documento che dunque sdogana definitamente l'ingresso di Rita Consoli e Rita Spinelli in maggioranza, le ex "dure e pure" di Città al Governo, progetto politico ormai esploso e finito. Una Rita Consoli della quale si dice - proprio in forza di un accordo che sarebbe stato stipulato in questi giorni - sia la prossima candidata sindaco di una coalizione fatta da quelli che resteranno nell'attuale progetto di un Andreotti comunque destinato nel 2022 a passare la mano.

Un documento folle e che vale come la carta della pizza. Zero. Perché sarebbe interessante capire come il sindaco abbia inteso l'appropriarsi della prerogativa di cacciare qualcuno della sua maggioranza. Davvero curioso e per molti versi inaudito. Buffo che tutti si siano prestati al gioco, spaventati forse (ma per molti l'attenuante è l'inesperienza) dalle minacce di andare fuori dalla maggioranza: come se non fossero gli stessi consiglieri a tenere in piedi il Re sindaco.

Ma davvero nessuno dei firmatari si è accorto di aver perso gran parte della sua funzione della propria coscienza, dignità e dovere di mandato da consigliere comunale?

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In un Consiglio comunale normale, peraltro, le minoranze in questo scenario avrebbero "attaccato alla gola". A Grottaferrata no. Silenzio dal Pd (persosi per strada), silenzio da Paolucci, silenzio dal curioso Movimento 5 stelle cittadino. Tutti zitti.

Andreotti, come d'altra abbiamo avuto più volte modo di scrivere, non ha più opposizione consiliare ed è convinto di governare da monarca assoluto (LEGGI Grottaferrata: il capolavoro di Luciano Andreotti. Sindaco senza social e senza più opposizione).

Peccato solo che Andreotti non abbia imparato dal passato amministrativo di Grottaferrata. Di assolutismo - lui che impose alla sua maggioranza prima di non parlare con i giornali quindi di non schierarsi politicamente nel nome di un civismo farlocco che era stato lui stesso per primo a tradire (col Pd) - sono amministrativamente morti in questi anni Gabriele Mori e quindi Giampiero Fontana.

Due che, come Andreotti, seppur in scenari diversi, erano convinti di governare come il Re Sole. Ma che poi sono rimasti alla finestra.

consorzio ro.ma

 

Commenti   

0 #1 grottaferratamia 2019-10-06 00:20
andreotti ha raggiunto il livello di "piccolo dittatore" di fontana, con la differenza che fontana è un militare vero
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