I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e migliorano la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante Accetto presti il consenso all'uso dei cookie non solo tecnici, ma anche di profilazione e di terze parti. Per maggiori informazioni puoi comunque leggere l'informativa estesa.

Grottaferrata - Consorzio Parsifal: "Nido d′infanzia, sindacati capaci solo di dire no"

GROTTAFERRATA (attualità) - La questione resta incandescente

ilmamilio.it - nota stampa

Negli ultimi giorni, nei comunicati delle organizzazioni sindacali e negli articoli dei giornali abbiamo letto tante e tali inesattezze sul nido d’infanzia comunale di Grottaferrata che non possiamo fare a meno di intervenire con la richiesta di correggerle. Vorremmo in particolare che questo nostro comunicato avesse gentilmente lo stesso spazio che è stato dato alle notizie, non veritiere, che lo hanno preceduto.

LEGGI Grottaferrata, Cgil e Cisl: "Asilo nido: la Cooperativa prepara i licenziamenti e il Comune è latitante"

190830 lupa3 ilmamilio

In breve, questa è la verità. Da 8 (otto) mesi la cooperativa sociale Altri Colori, che gestisce per conto del Consorzio Parsifal il nido d’infanzia L′isola che c′è, sta sostenendo costi superiori alle entrate pur di arrivare ad una nuova rimodulazione del lavoro concordata con i sindacati e le dipendenti. In questi otto mesi i sindacati e le dipendenti hanno adottato una tattica prima dilatoria e poi, alla fine, apertamente ostruzionistica, per evitare qualsiasi cambiamento. Abbiamo partecipato ad almeno una dozzina di riunioni con i sindacati e con le dipendenti per discutere di soluzioni. La risposta è sempre la stessa: no.

Abbiamo infatti proposto una riduzione, equamente distribuita tra tutte le dipendenti, degli orari di lavoro: il taglio sarebbe stato inferiore a due ore settimanali per ognuna di loro. Una soluzione che avrebbe fatto salvi da una parte la qualità del lavoro, in quanto i turni avrebbero garantito gli standard educativi regionali, e dall’altro i conti. La risposta dei sindacati: no.

consorzio ro.ma

Abbiamo allora proposto, grazie all’intervento del comune, un ampliamento dei servizi alle famiglie: un’apertura anticipata ed una chiusura posticipata del nido dal lunedì al venerdì; il nido avrebbe accolto i bambini anche il sabato. Ci sembrava la soluzione win-win. Avrebbe vinto il comune, che avrebbe ripristinato la spesa precedente a fronte di un aumento dei servizi. Avrebbero vinto le famiglie, che avrebbero disposto di un orario più ampio e della possibilità di fruire del servizio anche di sabato. Avrebbero vinto le lavoratrici, che avrebbero mantenuto la continuità piena del lavoro senza cambiare nulla (fuorché, un minimo, i turni). E avrebbe vinto anche la cooperativa, che avrebbe potuto continuare a garantire una maggiore qualità del servizio riuscendo a pareggiare i conti. Ma i sindacati e le dipendenti hanno detto, ancora una volta, sorprendentemente: no. Dunque il licenziamento di una dipendente è l’ultima possibilità che alla cooperativa rimane, e questo perché i sindacati e le dipendenti si sono opposti a tutte le altre soluzioni, senza, di contro, proporre da parte loro alternative. Questa la sostanza delle cose.

Qui di seguito aggiungiamo alcune precisazioni, rispetto a quanto abbiamo potuto leggere. Non è vero che la gara è stata al ribasso: il criterio di scelta della migliore offerta si è basato sulla comparazione tra qualità e prezzo, dove il prezzo ha avuto un peso praticamente irrisorio (tant’è vero che ha vinto l’offerta con il prezzo più alto, determinata da un ribasso dello 0,67%). Non è vero che la cooperativa ha già effettuato licenziamenti. C’è un’unità in meno nel nido di Grottaferrata semplicemente perché un’educatrice ha accettato la proposta di lavorare in un altro nido, per stare più vicina a casa sua. Infine non è vero che la cooperativa vuole licenziare.

La cooperativa preferirebbe qualsiasi altra soluzione all’esigenza di sostenibilità economica della gestione. Tant’è che ne ha elaborate diverse, anche grazie al comune e al sindaco. Ma le dipendenti, senza proporre alternative, le hanno contrastate tutte, dimostrandosi unite soltanto nel dire di no".