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Frascati: i giorni di Posa, le fibrillazioni in "casa" e l'opposizione a numeri primi

mastrosanti profiloFRASCATI (politica) - Conclusa l'assegnazione delle deleghe ai consiglieri, Mastrosanti (che deve fare i conti con la vasta corrente Gori), dovrebbe finalmente passare alle deleghe esterne

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

E' stata conferita nei giorni scorsi dal sindaco Mastrosanti al consigliere Franco D'Uffizi, presidente dell'Assise comunale, la delega a Personale, Polizia locale e Protezione civile nel proseguimento del lavoro svolto da D'Uffizi nel corso dell'Amministrazione del sindaco Stefano Di Tommaso.

Ma questi sembrano, stando a rumors e mal di pancia, i giorni giusti per l'attesa consegna della delega esterna alle Mura cosiddette del "Valadier", al museo Tuscolano ed alle Scuderie Aldobrandini ed ai "Grandi eventi" (escluso l'8 settembre) all'ex sindaco Franco Posa. Una delega che Posa chiede da tempo e che una volta conclusa l'assegnazione delle deleghe ai consiglieri, il sindaco Mastrosanti dovrebbe affrontare.

 

Il problema, come segnalato nel nostro articolo di qualche giorno fa è la convivenza di Posa con l'assessora alla Cultura Emanuele Bruni, una Bruni che - inevitabilmente - uscirebbe decisamente impoverita dall'eventuale storno dalle proprie competenze di quell che potrebbero finire nelle tasche dell'ancora potente ex primo cittadino.  (LEGGI l'articolo del 28 agosto).

Quello delle deleghe esterne non è il solo potenziale dente dolente per il sindaco. Se sul piano operativo sono tante e tali le cose da fare che le questioni conviene affrontarle una per una, sul piano degli equilibri interni la gestione della vastissima squadra allestita per sbaragliare la concorrenza (effettivamente sbaragliata) non è banale.

E così a rappresentare una potenziale fonte di tensioni è la pesante presenza nella squadra della famiglia Gori che conta tre pezzi da novanta piazzati nei gangli vitali della maggioranza: il primo, Claudio Gori, è il vice sindaco e il più pesante degli assessori della Giunta. Il secondo, Mario Gori, è il vero spin doctor di una lista che ha fatto letteralmente bingo piazzando nell'Esecutivo non solo il citato potente assessore al Bilancio e al Patrimonio ma anche Claudio Marziale, altra vecchia conoscenza della politica locale e da qualche settimana delegato allo Sport ed alla Viabilità. Il terzo pezzo si chiama Arianna Gori, fresca consigliera comunale e capofila di un gruppetto di eletti che vede in linea anche Marco Lonzi e, potenzialmente, quel Roberto Gherardi De Candei sempre considerato il "delfino" di Franco Posa ma di fatto non distante dai Gori.

Insomma, un centro di potere interno col quale Mastrosanti deve rapportarsi con grande attenzione. E con altrettanta autorità.

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OPPOSIZIONI - Quella della minoranza tuscolana è una mission impossible della quale parleremo a breve. Di fatto oggi Roberto Mastrosanti si trova a governare senza una reale opposizione che non vada oltre le posizioni di Mirko Fiasco e di Francesca Sbardella. Una vera minoranza di numeri primi che non lascia scorgere grandi difficoltà politiche per il sindaco: tolti i due consiglieri citati, il resto dell'opposizione è già quasi organica alla maggioranza. Anzi: alcuni elementi, lo sono dal primo momento.

Bene per il sindaco, che all'occorrenza potrebbe contare su appoggi esterni, male per un funzionamento democratico del Consiglio comunale  che nel 2014 vide da subito l'opposizione attaccare a testa bassa rosicchiando, giorno dopo giorno, un consenso interno che l'ex sindaco Spalletta perse a tal punto - per varie vicende - da venir sgambettato da suoi.