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Fattori (M5S): “Non sono entusiasta dell’alleanza col PD, ma per noi può essere modo per crescere nella selezione democratica",

Risultati immagini per senatrice fattori mamilioLa senatrice: "Ho visto bene Zingaretti fuori dal governo, avrei voluto vedere fuori anche Luigi Di Maio. Se sei capo politico devi dedicarti giorno e notte all’organizzazione del partito. Paragone? Per me è un leghista, se non se la sente di lavorare con questo governo dovrebbe andarsene. Piattaforma Rousseau non può essere il totem della democrazia diretta”

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Elena Fattori, Senatrice del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul voto su Rousseau. “Ho avuto dei problemi a votare, ma alla fine ci sono riuscita. Io sono molto critica sulla piattaforma, io essendo anche cittadina svizzera considero la democrazia diretta una cosa seria –ha affermato Fattori-. Noi in Svizzera utilizziamo le lettere, però non si può confondere lo strumento della piattaforma come centro della democrazia diretta. In una democrazia diretta la prima cosa deve essere l’accessibilità a tutti, altrimenti non riflette la volontà dell’elettorato, altrimenti diventa un’altra cosa. Questa piattaforma informatica non può essere considerata un totem della democrazia diretta”.

 Sul nuovo governo. “Io ho votato sì, sebbene non sia entusiasta dell’alleanza col PD che è un partito complesso, che ha tante anime, che noi abbiamo combattuto soprattutto per quanto riguarda la riforma Boschi. Quando sento dire ‘rivediamo il bicameralismo perfetto’ mi viene la pelle d’oca. Ho il timore che potremmo essere trascinati nelle logiche di quel partito come è stato per la Lega. Dobbiamo ristabilire la nostra identità. Però penso che ci sia l’opportunità di riportare il PD a una dimensione che non sia quella legata alle lobby. E per noi può essere un modo per crescere nella selezione democratica, mi sembra che loro abbiano modalità di selezione della classe dirigente più democratiche delle nostre.

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 Su Paragone che non voterà la fiducia. “Non condivido le idee di Paragone, lo considero un leghista. Se sarà espulso? Dato che Conte, per sua dichiarazione, non è espressione del M5S, non dovrebbe rischiare l’espulsione. Certo se Paragone non si riconosce più nel M5S e non se la sentirà di lavorare con questo governo dovrebbe pensare di andarsene”.


Su Di Maio. “Rimango dell’avviso che chi fa il capo politico non debba avere ruoli di governo. Ho visto bene Zingaretti fuori dal governo, avrei voluto vedere fuori anche Luigi Di Maio. Se sei capo politico devi dedicarti giorno e notte all’organizzazione del Movimento. Tra l’altro il Ministero degli esteri richiederebbe persone con più esperienza e con dei legami internazionali”.

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