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Novella Calligaris e quel record in un mondo in subbuglio - VIDEO

ACCADDE OGGI – Il 9 Settembre del 1973 l’atleta azzurra conquista titolo e record mondiale, spalancando il nuoto azzurro alla notorietà

ilmamilio.it

Novella Calligaris chiuse la sua carriera sportiva a 19 anni, dopo 71 titoli nazionali e 21 europei. A raccontarlo oggi, in un tempo in cui le carriere agonistiche si sono allungate a limiti di età un tempo impensabili, fa abbastanza impressione. Nonostante questo, la Calligaris ha saputo comunque tracciare un segno indelebile nella storia di uno sport, il nuoto italiano, che proprio con la sua personalità conobbe altri spazi di visibilità, aprendo le strada ad un movimento che oggi primeggia in Europa ed è ai massimi livelli mondiali.

Padovana, genitori triestini, classe 1954, Novella già a 13 anni, talentuosa come pochi, conquista il suo primo titolo tricolore. E’ alta 1,67 e pesa 48 kg. Non è un portento fisico, ma una enorme tecnica che la rende rapida e sopratutto una grinta feroce, valori, quest'ultimi, che nello sport da competizione sono determinanti per alzare i propri limiti. Una forza personale, la sua, che negli anni del massimo agonismo, la porta a vincere 10 titoli nel 1969, 13 nel 1970, 14 nel 1971 e nel 1972 e 13 nel 1973. Irraggiungibile e senza rivali.

C’è un giorno, esattamente il 9 settembre 1973, ai Mondiali di Belgrado, in cui la Calligaris compie il suo capolavoro. Già l’anno prima, l'atleta azzurra allenata da"Bubu" Dennerlein ha vinto le prime tre medaglie olimpiche del nuoto nostrano alle Olimpiadi di Monaco di Baviera: argento nei 400 stile libero, bronzo nei 400 misti e nei 400 stile libero. Ma è a Belgrado, allora Jugoslavia, che succede altro, ovvero il raggiungimento del primo record del mondo.

Novella nuota gli 800 metri stile libero in 8' 52" 973. La notizia è talmente sensazionale che allo Stadio Olimpico, durante il derby Roma-Lazio, il tabellone riferisce l’incredibile primato alla platea e l’ovazione è totale. Nello stesso giorno la squadra di pallanuoto, il “Settebello”, compie un’impresa storica, battendo per la prima volta, oltretutto in casa sua, la Jugoslavia, mentre Klaus Dibiasi conquista il titolo dalla piattaforma.

L’atleta azzurra, quel giorno, almeno nelle apparenze, sembra un essere minuto destinato ad essere battuto dalle rivali, sopratutto da Keena Rothhammer, già campionessa olimpica di Monaco. Oppure dalla tedesca Gudrun Wegner. Davide contro Golia. Ma in quell’alba si è accesa una scintilla particolare, che illumina la vasca numero 3 e la trasforma nel teatro di uno show irripetibile. Conquistata la testa dei concorrenti ai 300 metri, Novella non molla più la presa. Passa i 500 metri e ai i 700 aumenta il vantaggio. Tocca a 800, guarda il tabellone: prima arrivata e record mondiale, lì dove nessuno era arrivato mai prima. L'italiana dal fisico che sembra la metà di certe sue avversarie ha stracciato tutti.

1972. 1973. Anni in cui il mondo è spaccato in due. Anni golpe e di attentati. Cruenti e terribili. Fantasiosi, ribelli e teneri. Al cinema escono 'L'esorcista' e 'La grande abbuffata'. Per radio si ascoltano 'Angie' dei Rolling Stones o 'Il nostro caro angelo' di Lucio Battisti. A Monaco, proprio nel corso delle Olimpiadi, i terroristi palestinesi di ‘Settembre Nero’ fanno incursione negli alloggi degli atleti israeliani del villaggio olimpico. Si conteranno alla fine, tra raid e piano di liberazione degli ostaggi, 17 morti (11 atleti israeliani, 5 terroristi, 1 poliziotto tedesco). L’anno successivo, due giorni dopo il record del mondo della nostra nuotatrice, il Generale Augusto Pinochet compie il suo colpo di Stato in Cile. Fatti che sono rimasti nella memoria collettiva del tempo, in un mondo perennemente in subbuglio, squassato dalle appartenenze, dalle faide, dalla forti contrapposizioni ideologiche e religiose.

Questo accadeva mentre una carriera superlativa radunava nella sua bacheca un bottino impressionante di successi nei campionati italiani, dove gareggiava in tutte le distanze dello stile libero, ma anche nei 200 farfalla, nei 200 e 400 misti e nelle staffette. 71 ori, 7 argenti e 4 bronzi e oltre 86 record nazionali raccontano la vicenda sportiva di una sorta di Ufo.

Novella Calligaris si è ritirata prima di compiere 20 anni, dicevamo. Ha saputo distinguersi, senza ripensamenti e grossi rimpianti, anche in una bella carriera come giornalista. Il suo nome è nella International Swimming Hall of Fame.

Dopo di lei il nuoto italiano conobbe un lungo digiuno. Ma all’inizio degli anni novanta, quando ancora si rimpiangevano i fasti degli anni settanta, arriva l’oro mondiale di Giorgio Lamberti. Poi ci pensò Lorenza Vigarini, tra le donne, nel 1994, a conquistare un bronzo nei 200 dorso. Fino a quando compare sulla scena delle acque Federica Pellegrini, la più grande nuotatrice di tutti i tempi, leggenda ormai acclarata che di record del mondo ne ha fatti ben 11.

Novella Calligaris, pioniera del nostro nuoto di livello, sapeva bene quanto valore avesse quella riga scura che segna il percorso di una corsia, il segno inciso che determina il destino, la retta che ti consuma e ti fortifica, tra fatica e passione. Giungendo a risultati che non saranno mai cancellati. Come quel record del 9 settembre 1973.