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De Nicola (S.S. Lazio Ciclismo) su scomparsa Gimondi: “Campione simbolo di un’Italia che non c’è più”

SPORT (ciclismo) - il commento del direttore sportivo della S.S. Lazio Ciclismo, Felice De Nicola

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Sull’improvvisa scomparsa del campione di ciclismo Felice Gimondi, è intervenuto anche il direttore sportivo della S.S. Lazio Ciclismo, Felice De Nicola.

I colori della S.S. Lazio Ciclismo sono stati vestiti anche dall’immenso Fausto Coppi.

“Lo definirono l’eterno secondo per il fatto che nello stesso periodo storico correva il cannibale Eddy Merckx, ma Felice Gimondi non lo era affatto – ha esordito il dirigente biancoceleste - È stato uno dei pochi ciclisti a vincere le tre grandi corse a tappe Giro, Tour e Vuelta, oltre alle grandi classiche ed al Campionato del Mondo del ‘73 al quale assistei incollato davanti alla TV. Avevo 12 anni, insieme a Gigi Riva era l’idolo di noi adolescenti, e proprio dopo questa vittoria, durante le nostre scorribande in bicicletta per il paese, gli altri ragazzini iniziarono a chiamarmi Gimondi per via del nome in comune. È stato uno di quegli uomini e campioni umili di altri tempi, rimasto con i piedi per terra, con la sua tempra bergamasca, anche quando da corridore è diventato prima direttore sportivo e poi dirigente. Le cronache narrano che, già affermato corridore, non lasciò il suo impiego da postino fino alla vittoria del Giro d’Italia perché diceva che il lavoro viene prima di tutto. Era un’altra Italia, erano altri uomini. Addio Grande Campione”.

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