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Guido Crepax e la sua forma d’arte: il talento e l’eleganza come visione della vita

ACCADDE OGGI – Nato il 15 Luglio 1933 a Milano, ha segnato un'epoca con la sua ''Valentina''

ilmamilio.it

Un architetto di sogni, un artigiano delle immagini, l'inventore di un erotismo raffinato. Guido Crepax (all'anagrafe Crepas) è stato un fumettista di fama mondiale, universalmente riconosciuto come un genio del suo genere. Influenzato dal cinema e dalla fotografia, riversò questo bagaglio culturale sulla sua vita nei personaggi che creò con il su abile tratto. Il suo era un disegno che viveva di montaggi e regìa, sequenze e sguardi, dettagli e immaginazione. Il mondo onirico lo influenzava e ne ispirava le opere, la creatività.

Il mondo di Crepax era fatto di punti fermi, musica, evocazioni. Disegnava sempre ascoltando musica. Suo padre, violoncellista di fama, lo aveva abituato sin da bambino a convivere con le note. Guido preferiva maggiormente il jazz, forse perché si legava al suo modo di inventare. Estemporaneo, colto, dal basso verso l’alto. Viaggiava poco, ma faceva viaggiare. Lavorava sempre nella sua stanza, ma era un visionario strepitoso. Le ''ossessioni erotiche'' prodotte con Valentina, il suo personaggio più noto ed amato, si trasformarono via via sempre di più attraverso altre donne: Belinda, Bianca, Anita (ispirata dalla Ekberg de ''La dolce vita''), Giulietta e Francesca. Ragazze più estroverse, mai volgari. Era bravo Crepax, unico nel suo genere. Aveva una preferenza generale per tutti gli oggetti. Amava di certo – per sua stessa ammissione - le scarpe, le calze, i reggicalze, ma non erano un'ossessione. Piuttosto erano i sostegni ornamentali alla sua idea.

Caratterizzato da uno stile inimitabile, elegante e ricercato, Crepax fu assolutamente libero nella costruzione dei suoi racconti, facendo ricorso alla scomposizione delle immagini in vignette più piccole proprio per evidenziare un dettaglio, uno stato d'animo, un momento di attesa, un particolare, l’attimo fuggente. Riuscì con bravura e semplicità a far introdurre nelle sue opere la musica, la pittura, la letteratura e il cinema, facendo di lui un autore di assoluto spessore. Tradotto in Europa, Brasile, Giappone o Stati Uniti, ha dimostrato di saper veicolare il suo messaggio in culture e mondi diversi.

La sua Valentina fu contestata dalle femministe, ma l'unica ‘colpa’ del personaggio, forse, vista l’epoca di proteste, era quella di essere disegnata da un maschio. Valentina tuttavia era una donna inserita nella vita quotidiana, figlia della sua epoca, che però conteneva in sé un elemento dirompente con la sua forza onirica dominante. I sogni, nella ragazza con i capelli a caschetto, prevalevano quasi sulla vita reale. I suoi nudi, il suo corpo irraggiungibile e perfetto, furono uno strappo culturale e di costume che hanno fatto la storia del fumetto mondiale. Ispirata dal mito di Louise Brooks, attrice americana del cinema muto, ha incarnato un mondo sensuale e raffinato, estremamente femminile, simbolo di indipendenza e fascino. Pur essendo una sognatrice, infatti, Valentina vive in un mondo possibile. Ha una data di nascita, una carta d'identità, relazioni sentimentali, un lavoro da reporter. Apparsa per la prima volta sulla rivista Linus nel 1965, grazie al suo stile d'avanguardia ha conservato la sua attualità. Nell'epoca moderna e veloce della multimedialità, è ancora oggi portatrice di un'estetica senza tempo, con una personalità che le ha consentito di sganciarsi dalla narrazione spiccia e di conservarsi come un' icona contemporanea.

Guido Crepax è morto nel 2003 a causa delle conseguenze della sclerosi multipla, malattia di cui soffriva già da anni. E’ stato tutta la vita estremamente autonomo e svincolato negli schemi dal punto di vista compositivo e fortunatamente eterno grazie al suo pensiero vitale. Un segno che ha dato a tutti i suoi estimatori la possibilità di sognare in grande libertà.