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Bimba morta di malaria: gli ultimi casi ai Castelli romani negli anni '80 su animali

zanzara malariaALBANO LAZIALE (cronaca) - Il drammatico caso di Brescia riporta in primo piano una malattia che in Italia è scomparsa da moltissimo tempo

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

E' una nuova emergenza ancora tutta da inquadrare quella che è legata alla tragica morte di una bimba trentina di 4 anni, uccisa nelle scorse dalla malaria.

Un caso di malaria che in Italia non si registrava da anni e che, nella certezza che la bimba negli ultimi mesi non era stata all'estero, allerta tutta una serie di considerazioni.

"Purtroppo - spiega Mariano Sigismondi, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl Rm6 - questo genere di agenti patogeni possono arrivare da noi nei modi più disparati. Basta pensare che la zanzara tigre arrivò in Italia con uno stock di pneumatici usati provenienti da zone di diffusione, nelle piccole raccolte di acqua che si formano all'interno dei copertoni stoccati. Ci sono tante considerazioni da fare ma è certamente un caso che è bene comprendere".

Insomma, i vettori di trasporto di animali o agenti patogeni, siano anche il semplice contatto con persone che abbiano viaggiato in Paesi a rischio, oggi giorno sono molto più diffusi.

Ai Castelli romani di malaria non si parla da decenni. "E' vero - conferma Sigismondi -, gli ultimi casi a memoria d'uomo sono quelli dei primissimi anni '80 dello scorso secolo che però riguardarono animali. Fenomeni di malaria sugli uomini non si ricordano".

Difficile infine esprimersi su quanto accaduto alla povera bimba. "Non sono considerazioni che possiamo fare. E' evidente e noto però che la malaria è una malattia grave ma curabile con adeguate profilassi", conclude il dirigente della Asl Rm6.

Foto di James Gathany pubblicata su Wikipedia