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'Luciano Regoli: ritorno alla Pittura': Ariccia, Palazzo Chigi, 13 luglio – 22 settembre 2019

 

ARICCIA (attualità) - Una mostra monografica dedicata ad uno dei più importati artisti contemporanei nel settore del recupero dell’arte figurativa

ilmamilio.it

Nell’ambito delle celebrazioni per i trent’anni trascorsi dalla pubblica acquisizione del Palazzo Chigi, ceduto a condizioni di favore dal principe Agostino Chigi Albani (1929-2002) al Comune di Ariccia allo scorcio del 1988, l’Amministrazione Comunale di Ariccia, presieduta dal Sindaco Roberto Di Felice, inaugura il 13 luglio una mostra monografica dedicata ad uno dei più importati artisti contemporanei nel settore del recupero dell’arte figurativa, Luciano Regoli.

La mostra è stata sponsorizzata della Banca di Credito Cooperativo Colli Albani e sostenuta anche dalla Università delle Tre Età di Ariccia.

La matrice formativa del pittore Luciano Regoli (Terni 1949) è da rintracciare nel realismo della scuola napoletana dell’800, cui si aggiunge la venerazione per la pittura del ‘600, tra Velázquez, Mola e Hals.

Regoli è solitario depositario di un linguaggio che un tempo si tramandava da generazioni, isolato e isolano, avendo scelto come propria residenza e luogo di lavoro l’Isola dell’Elba, ove si è stabilito dal 1980 e ove ha formato una sorta di accademia di pittura con allievi che vengono da tutto il mondo, “La Scuola di Valle di Lazzaro”.

La sua specialità e principale occupazione è stata per molti anni la ritrattistica, un genere che gli ha consentito di viaggiare in tutto il mondo, tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio del nuovo millennio, secondo la tradizione degli “artisti itineranti” e dei ritrattisti di corte che si spostavano periodicamente in cerca di nuovi committenti. Ha potuto così mettere in posa noti imprenditori, nobili ed intellettuali di tutt’Europa, ma anche in Brasile, Stati Uniti ed Egitto, come Riki Sprüngli, industriale svizzero della cioccolata Lindt & Sprüngli, il filosofo U.G. Krishnamurti (1980) o il presidente egiziano Hosni Mubarak (1982).

Artista totale, poliedrico e multiforme, si dedica alla pittura di figura e paesaggio, ma eccelle anche nella scultura e soprattutto nella natura morta, genere in cui ha prodotto dei veri capolavori per originalità e intelligenza creativa.

Da circa vent’anni ha iniziato a dedicarsi all’arte sacra, eseguendo dipinti chiesastici e pale d’altare, tra cui la Lapidazione di Santo Stefano per la chiesa romanica di Santo Stefano a Buggiano, diocesi di Pescia, o la Beata Gemma Galgani nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma.

Tra le sue opere pubbliche di impatto monumentale lo Sbarco di Napoleone all’Isola d’Elba (1814), eseguita nel 2014 per le celebrazioni del bicentenario dell’esilio dell’imperatore sull’isola (Portoferraio, Pinacoteca Foresiana), mentre ha donato a Papa Francesco in occasione dell’udienza del 17 giugno 2015 La Svestizione del Papa ora in Vaticano.

Regoli ha sempre affiancato all’attività artistica anche una produzione letteraria, pubblicando nel 1995 il libro autobiografico a tiratura limitata Il pittore volante, oltre a vari articoli su riviste e giornali, mentre nel 2018 ha dato alle stampe il libro 5000 km per vedere un orecchio. La Morte della Grande Pittura (Patrocinio Unesco e del Comune di Pienza), vero e proprio manifesto delle proprie aspirazioni estetiche e del suo concetto di “buona pittura”.

Regoli, artista colto e pittore filosofo, conscio delle proprie ispirazioni, è esponente di un dissenso che investe anche la sfera critica, per la piena coscienza intellettuale e spirituale delle ragioni del proprio operare. Produce volutamente una sorta di “azzeramento della modernità”, un negazionismo viscerale e incondizionato che approda ad uno iato di oltre un secolo, rifiutando qualsiasi confronto con la storia dell’arte contemporanea e le avanguardie.

Regoli oppone la ricerca della bellezza e della forma, la ricchezza della pittura sostenuta dalla tecnica e da un pensiero, alla stanca ripetizione di formule dell’arte concettuale.

consorzio ro.ma