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Nube nera, dopo l’inchiesta de “Le Coppiette” e “ilmamilio.it” si va alla ricerca dei possibili roghi illegali - VIDEO

puzza colonnaCOLONNA (attualità) - Resta il mistero sull'origine della puzza che da tempo infesta la zona. Le telecamere nel bitumificio di San Cesareo

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Un post sul gruppo “Colonna in rete” di sabato 6 Luglio sintetizza un po’ tutto: “Puzza” con foto che ritraggono il territorio tra San Cesareo, Colonna e Monte Compatri afflitto da fumi provenienti da roghi che sembrerebbero illegali. E il tanto agognato bitumificio di San Cesareo, chiamato in causa da cittadini e media locali? In quella giornata l’impianto, che lavora al 90% di giorno, era addirittura chiuso.

consorzio ro.ma

L’inchiesta de “Le Coppiette” ha fatto centro. Dopo aver raccolto le testimonianze dei cittadini e delle Istituzioni, ci siamo spostati dentro il bitumificio di San Cesareo. I proprietari di quest’ultimo ci hanno presentato le carte e le autorizzazioni, tra cui quelle ARPA e Provincia di Roma.

"Chiunque volesse venire qui a toccare con mano quello che produciamo, può farlo in qualsiasi momento; potrà prelevare qualsiasi tipo di materiale in partenza e farselo analizzare. In questo modo tutti potranno verificare cosa produciamo e cosa facciamo qui dentro", questo l'appello di uno dei soci Paolacci che ci ha rilasciato a telecamere accese. (Qui la seconda parte dell’inchiesta).

L’attenzione di tutti, quindi, si sta concentrando verso due porzioni di territorio: precisamente tra Laghetto di Monte Compatri e Colonna e tra Colonna e San Cesareo. Da queste due aree, nell’ultimo mese, una nube nera di plastica bruciata tocca le abitazioni che insistono su Via Casilina.

“Non sappiamo ancora da dove provenga la nube, ma dobbiamo chiudere le finestre perché la puzza porta a irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie – ci aveva spiegato Roberto Rosini, cittadino di Colonna e promotore dell’assemblea pubblica svoltasi il 2 luglio scorso a Colonna.

Il fenomeno notturno, dopo le numerose segnalazioni, aveva attivato anche le Amministrazioni comunali di Colonna, Monte Compatri e San Cesareo. I rispettivi Sindaci Giuliani, D’Acuti e Sabelli avevano presentato singolarmente un esposto all’Arpa, al NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri), alla ASL, ai Comandi dei Carabinieri e alle Polizie Locali interessate per chiedere un intervento tempestivo dell’autorità giudiziaria.

(Qui la prima parte dell’inchiesta)

In attesa delle Autorità e dell’ARPA, in un’estate calda come questa, per l’ennesima volta dobbiamo registrare inciviltà e delinquenza. I roghi di rifiuti è il peggior fenomeno di inquinamento ambientale: trasformare il verde e l’aria pura del territorio castellano in un’area da “Terra dei Fuochi” è semplicemente da criminali.