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Grottaferrata, aumentano i beni sequestrati alla criminalità. Ma le assegnazioni sono in alto mare

GROTTAFERRATA (attualità- Dopo l’intervento di ieri sul bene dell’ndrangheta si prospetta un altro immobile da destinare nel territorio. Il dibattito sulla questione è assente

ilmamilio.it

Un ex ristorante, due appartamenti in via del Fico, un appartamento e un garage in Via Colle delle Ginestre. Ieri è arrivata la notizia di un nuovo immobile sequestrato all’Ndrangheta. Nel corso degli anni il territorio di Grottaferrata è entrato più volte nelle cronache per sequestri e acquisizioni alla criminalità organizzata e molte di queste strutture, a lungo andare, sono finite nella disponibilità del Comune. Tuttavia le assegnazioni per finalità sociali non sono andate a destinazione per molteplici problemi.

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Le difficoltà principali sono dovute alla mancanza cronica di risorse economiche interne tali da far partire le riqualificazioni, a problemi di natura burocratica, al complesso funzionamento delle attribuzioni e ai meccanismi che dovrebbero consentire l’attribuzione a quelle realtà verso le quali è indirizzato il lavoro dell’Agenzia dei Beni Confiscati. Fattori determinanti che spesso fermano, rallentano e a volte vanificano le assegnazioni per finalità sociali.

Sul piano nazionale, secondo una ricerca del 2017, mentre sui beni mobili, ovvero i mezzi di trasporto, la situazione è decisamente buona (il 23% viene venduto, il 19% distrutto, il resto viene affidato a forze dell’ordine e vigili del fuoco), nel caso dei beni immobili la situazione è decisamente complessa. Lo Stato li mantiene nel proprio patrimonio per il 13%, quelli affidati agli enti territoriali per fini istituzionali sono il 23%, per scopi sociali il 64%. Esiste però tutta un’area sospesa all’interno della quale rientrano quelle strutture che una volta assegnate ai comuni rimangono senza ricollocazione, principalmente per mancanza di fondi per attività e ristrutturazioni. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva promesso, quando ottenne l’incarico un anno fa, di mettere mano al dossier. Al di là dei risultati ottenuti fino ad oggi, sono decine di migliaia gli immobili dal futuro e su cui esiste un grande punto interrogativo. Basta restare nei Castelli Romani per rendersene conto. Grottaferrata è uno di questi casi, ma anche a Rocca di Papa, ad esempio, non si parla più da anni della ‘Casa Rosa’ in Via dei Principi (e che potrebbe anche non essere più, nel frattempo, nella disponibilità pubblica).

Si dovrà comprendere, dopo i fatti di cronaca di ieri, se anche l’ultimo bene oggetto di sequestro da parte della Magistratura a Grottaferrata, sarà destinato effettivamente al comune come tutti gli altri oppure troverà altre strade.

Grottaferrata ha a suo carico come detto già l’Ex Ristorante La Bazzica (di cui ci siamo occupati con scarsi risultati negli ultimi anni più volte), il residence Agorà in Via del Fico, una recente acquisizione in Via Colle delle Ginestre. Nessuna di queste risulta coinvolta in progetti concreti. Anzi, sull’ex Bazzica ormai si denunciano gravi problemi di manutenzione e abbandono. Un argomento, questo, che viene letteralmente evitato dalla politica locale con un disinteresse immotivato visto che dovrebbe essere inteso come una grande opportunità per il territorio. Solo recentemente il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Piero Famiglietti ha mosso in aula una critica in consiglio comunale, ma sostanzialmente mai si parla della vicenda pubblicamente o nelle sedi di dibattito.

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Invece i beni confiscati, con la giusta pressione politica al fine di valorizzarli, sono una delle chiavi per il rilancio sociale della città, ove attività per i giovani in difficoltà, per le donne, per l’integrazione e l’inclusione, per i disabili, per le famiglie e comunque in considerazione degli ultimi e degli individui nel disagio e in ricerca di riscatto, possono determinare nuove possibilità, nuove opportunità economiche di solidarietà e reti di aiuto.

Un sussulto di interesse e attenzione generale in più da parte della politica sul tema non guasterebbe.

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Commenti   

0 #1 grottaferratamia 2019-07-04 19:23
pensiamo a disabili, poveri, persone con difficoltà economiche tempiranee, senzatetto, padri separati, donne che subiscono violenza, persone soggette a particolari sfratti, etc etc
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