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Ariccia, parla anche Gozzi l’altra esclusa dalla giunta: “Tradita dal sindaco e dal mio capogruppo”

ARICCIA (politica) - non si placano le polemiche dopo la formazione della nuova squadra di governo del sindaco Roberto Di Felice

ilmamilio.it - nota stampa

Dall'ex assessore alle Politiche Sociali, Carla Gozzi, riceviamo e pubblichiamo. 

“La decisione del sindaco di azzerare la giunta, lo scorso 26 maggio, ha destabilizzato questo paese perché rappresenta una dichiarazione di fallimento che contrasta con le numerose attività portate avanti, fino a pochi giorni prima, con successo e soddisfazione, in particolare del sindaco, come dimostrano articoli di stampa e dichiarazioni. Significa ricominciare tutto da capo e non dare continuità di governo, aprendo una voragine di insoddisfazioni e malcontenti da parte dei cittadini.

190620 sfaccendati

La nuova giunta è composta da tre nuovi assessori con la revoca di due.

In particolare la revoca della mia carica di assessore ai Servizi Sociali, avvenuta senza usare il garbo e la correttezza almeno istituzionale, di convocarmi prima per comunicarmelo, è l’ulteriore e amara conferma di un modo di amministrare personalistico, confuso e irrispettoso del mandato che i cittadini  hanno conferito, in quanto a suo tempo eletta consigliere nella lista Ariccia Popolare. Aderendo però all’insistente richiesta del referente di lista di nominarmi assessore e fidandomi ciecamente di tutti, mi dimisi da consigliere per assumere il nuovo ruolo, come previsto dalla legge elettorale per i comuni con più di 15000 abitanti, permettendo così al primo non eletto di entrare in consiglio.

Da parte mia ho la serenità e la certezza di aver sempre agito in conformità alla delega conferitami pur non avendo mai ricevuto il pieno appoggio e riconoscimento del mio operato da parte dello stesso sindaco e del capogruppo della mia lista che ha preferito appoggiare la decisione di nominare al mio posto una persona non eletta di altra lista e, da quanto mi risulta, senza esperienza di volontariato e di temi sociali che al contrario la mia storia personale può ampiamente vantare da 40 anni.

danilo boxe

Fin dal primo giorno, ho accettato il delicato compito affidatomi con forte senso di responsabilità e mi sono impegnata a svolgerlo senza risparmiarmi, con spirito di servizio, con tenacia, ma sempre per il bene e nell’interesse esclusivo della nostra comunità, spinta dall’attaccamento a questa comunità e dal desiderio di vederla migliore. In questi anni ho messo a disposizione dei cittadini le mie competenze, la mia professionalità, il mio tempo e la mia voglia di fare squadra. Ho provato, con umiltà e lealtà, a creare rapporti collaborativi con il sindaco  e con i colleghi di Giunta ma spesso veti e ostruzionismi hanno intralciato e ostacolato il mio lavoro impedendomi di poter esercitare tranquillamente il ruolo di assessore.

Eppure, a detta di tutti anche di altri comuni, ho fatto il massimo in questi tre anni. Forse è proprio questo il problema, aver lavorato troppo.  La mia tenacia e la mia caparbietà mi hanno permesso di affrontare temi scottanti ed in qualche modo rischiosi per l’incolumità di una donna quali:

1)    la violenza sulle donne e sui minori, ottenendo l’apertura di un centro antiviolenza nel cuore della città;

2)    sempre in tema di legalità, l’organizzazione di momenti formativi sulla violenza, due volte l’anno fin dall’insediamento, con la collaborazione delle scuole, della Procura di Velletri e della Asl, con la partecipazione del magistrato di Velletri competente e di  avvocati specialisti e culminato nella firma del Protocollo Operativo contro la violenza sulle donne e minori da parte di 30 sindaci del circondario di Velletri e di altre autorità.

3)    La Giornata della Legalità su mafia e corruzione, con la simulazione di processi grazie all’associazione Allegamente formata da professionisti del settore, ha rappresentato l’apice di un percorso iniziato tre anni prima.

4)    l’usura e il sovraindebitamento con la collaborazione dello sportello della città metropolitana e la disponibilità di operatori presso la sede CESV di Ariccia;

5)    la pedofilia e la pedopornografia, attraverso un percorso formativo di 6 mesi, destinato a tutti ma in particolare ad operatori socio-sanitari e alle famiglie;

6)    l’inserimento sociale di detenuti o ex detenuti mediante la partecipazione ad una gara regionale il cui esisto è atteso a breve;

7)    la costruzione di una rete di aiuto per venire incontro ad ogni fragilità, con un tavolo permanente di consultazione e collaborazione con il volontariato;

8)    progetti innovativi finalizzati alla limitazione dello spreco alimentare e, con la collaborazione del volontariato, alla distribuzione del cibo e delle bevande a famiglie bisognose,

9)    la partecipazione al tavolo istituzionale del distretto socio sanitario di appartenenza per l’elaborazione del piano di zona e per le decisioni inerenti i servizi da attuare nel territorio dei comuni associati.

10) Approfondimento del fenomeno del gioco d’azzardo ed elaborazione in corso di un progetto per l’adozione di uno speciale regolamento maturato dopo la mia partecipazione, chiesta dal sindaco,  ad un convegno a Roma e che stava per essere sottoposto all’approvazione del sindaco stesso.

consorzio ro.ma

E  questi sono solo alcuni esempi. Rivendico la mia piena autonomia di pensiero  e la necessità, più volte dichiarata, del confronto e del dialogo, quasi sempre negato.

La conditio sine qua non per svolgere appieno un’efficace azione amministrativa deve essere l’unità d’intenti, la fiducia reciproca e un’unanime condivisione degli obiettivi e delle priorità da perseguire e da raggiungere. Ciò, purtroppo, non c’è mai stato! 

Bisogna con coraggio prenderne atto così come già hanno fatto i cittadini e anche i nostri elettori che oggi si sentono traditi. 

Ringrazio tutti i dipendenti comunali ed in particolare il personale dei Servizi Sociali per la splendida collaborazione, la professionalità e per il rapporto di stima e fiducia reciproca che si era instaurato e per i quali ho sempre messo in prima linea il loro riconoscimento professionale e la loro motivazione”.