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Allarme antrace Molara: il personale veterinario sottoposto a profilassi. La Asl: "L'ultimo caso almeno 25 anni fa". Area infetta fino al 15 settembre

antraceGROTTAFERRATA (cronaca) - Parla il direttore del Dipartimento prevenzione della Asl Rm6, Mariano Sigismondi. L'ultimo caso il 27 agosto

ilmamilio.it - esclusiva

C'è preoccupazione nella popolazione che si trova a ridosso dell'area dichiarata infetta dall'ordinanza numero 6, di ieri, emessa dal sindaco Luciano Andreotti. L'allarme antrace, il cui bacillo è stato rinvenuto nelle carcasse di almeno 10 bovini morti in questi giorni, preoccupa.

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Emergono intanto i contorni completi della vicenda. "Da prassi - spiega il dottor Mariano Sigismondi, direttore del Dipartimento prevenzione della Asl Rm6 - siamo stati chiamati dall'allevatore quando è morto il primo capo di bestiame: lo impone la legge, come misura di prevenzione della Bse, la encefalopatia spongiforme bovina. Dopo di che sono morti altri capi ed abbiamo capito che c'era un agente patogeno in azione: nei giorni successivi, grazie anche all'interventi del personale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, è stata riscontrata la presenza del bacillus anthracis".

L'ordinanza del sindaco Andreotti (LEGGI l'articolo di ieri) recepisce in toto le indicazioni della Asl Rm6. "L'area infetta individuata è stata perimetrata a scopo cautelativo, di concerto proprio con lo Zooprofilattico: la prima misura è stata quella di eliminare dal pascolo gli animali sopravvissuti (64, secondo quanto riportato) e le morti si sono effettivamente bloccate. L'ultimo di 10-12 casi di morte da carbonchio ematico si è verificato il 27 agosto scorso". Difficile sapere se altri animali siano morti nella zona per lo stesso motivo.

Di fatto, da oltre 25 anni non si verificavano casi di antrace sul nostro territorio. "Da quando sono in zona - continua Sigismondi - non mi è mai capitato per quanto quest'area tra il 1952 e il 1992, in relazione ad uno studio effettuato qualche tempo fa, è stata tra le più soggette a questa malattia". Lo stesso direttore spiega: "Le spore che hanno ucciso questi capi di bestiame sono quelle che sono state riportate in superficie, per qualche motivo, in questi mesi. In genere le spore si trovano in animali morti e seppelliti in terra, una pratica che da anni non è più consentita ma che è stata sempre praticata nel passato: il clima secco di questi mesi ha favorito l'emersione delle spore che poi per ingestione sono state assunte dagli animali".

Gli animali ora in quarantena verranno vaccinati nei prossimi mesi.

"La malattia - spiega ancora Sigismondi - può colpire bovini, ovini, caprini ed in misura minore gli equini. Gli uomini possono essere infettati per contatto diretto con le secrezioni contaminate generando malattie polmonari (le più gravi), gastroenteriche o cutanee. In sostanza: chi non ha avuto contatto diretto con la zona del focolaio di antrace o con i bovini contaminati non corre rischi".

Sfatata anche la voce secondo la quale gli incendi in zona Molara verificatisi in questi giorni possano aver avuto un ruolo nello sviluppo della malattia. "Anzi - dice il direttore -, il fuoco com'è normale che sia sterilizza il terreno".

Grande attenzione ovviamente per il personale veterinario che ha operato soprattutto sui primi capi di bestiame morti e per i quali non si sospettava la presenza di spore di antrace. Il personale della Asl Rm6 e dell'Istituto zooprofilattico sperimentale è stato sottoposto a misure di accertamento ma al momento non risulterebbero casi di contaminazione.

Come si presentavano gli animali morti? "La malattia, il carbonchio ematico bovino, provoca la fuoriuscita di liquidi sanguinolenti dagli orifizi naturali. In questi casi non è prevista l'analisi sul posto e si deve procedere alle autopsie".

Fino a quanto resterà attiva l'ordinanza? "L'emergenza - spiega Mariano Sigismondi - da regolamento dura 15 giorni dall'ultimo caso accertato. In via ulteriormente cautelativa la terremo attiva fino alla metà di settembre".

C'è un'allarme antrace? "Questo è un esempio classico di applicazione delle misure previste da legge. Siamo abbastanza tranquilli, stiamo applicando il protocollo previsto e se non ci saranno nuovi casi potremo dichiarare cessata l'emergenza nei termini sopra descritti", conclude il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl Rm6.