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7 Sconosciuti a El Royale, un DVD per scoprire un’opera suggestiva e straniante

13 sfortunaFRASCATI (attualità) - Un thriller da vedere e rivedere

ilmamilio.it

Si tratta dell'ultima fatica di un regista ancora poco conosciuto: Drew Goddard. Di certo gli amanti delle sceneggiature avranno apprezzato il suo contributo a serie Tv che negli anni sono diventate dei veri e propri cult: da Lost ad Alias passando per Daredevil. Alcuni degli episodi di queste opere che tanto ci hanno appassionato sono frutto dell’ingegno e della creatività di Drew Goddard che del thriller 7 Sconosciuti a El Royale ha curato soggetto, sceneggiatura e regia.

Un film da vedere e rivedere non fosse altro per la strepitosa colonna sonora composta da Michael Giacchino e nella quale figurano pezzi d’autore degli anni Sessanta, epoca in cui i fatti si svolgono. Di tutto rispetto il cast di attori composto da Jeff Bridges, Dakota Johnson, Jon Hamm, Cynthia Erivo che canta in modo sublime e Chris Hemsworth. Nel film Goddard intreccia l’eco di suggestioni reali che rimandano a fatti di cronaca di quegli anni, a un plot ricco di invenzioni capaci di cogliere impreparato lo spettatore; a patto, ovviamente, di non vederne il trailer, perché in parte ruba fascino e sorpresa a una pellicola che proprio sul mistero si fonda.

Un ruolo importante è svolto dall’hotel che dà il titolo al film, quell’El Royale costruito, con un'intuizione geniale da parte del regista, a cavallo tra due Stati. Da un lato la California e dall'altro il Nevada. A sottolineare l’importanza della dicotomia nelle intenzioni di Goddard osserviamo a più riprese una linea rossa in evidenza di fronte al terreno antistante l’albergo e che prosegue all’interno della struttura segnando quella dualità spaziale che è prima di tutto dicotomia interiore.

È infatti su questa ambiguità tra ciò che vediamo e ciò che si cela alla vista che il thriller prende le sue mosse. A molti capiterà, durante la visione del film, disponibile in DVD sui vari marketplace del web e per il download digitale, di rivedere nella drammatizzazione dei personaggi e nello sviluppo della trama chiari riferimenti a Quentin Tarantino e al suo The Hateful Eight.

E in effetti il regista non nasconde l’ammirazione e l'influenza di Tarantino nella sua opera. Influenza inevitabile del resto per Goddard, nato nel 1975 e che come molti altri giovani della sua generazione è rimasto folgorato dalle innovazioni geniali e ardite che l’autore di Pulp Fiction ha contribuito a insufflare nel cinema. Portando i meccanismi del B-movie a un riconoscimento andato ben oltre i confini del cinema di genere.

L’azione si svolge tutta dentro e fuori le stanze e gli spazi dell’hotel El Royale con alcuni flashback biografici che danno corpo e sostanza alle motivazioni che spingono i personaggi a trovare rifugio, salvezza, espiazione in questo luogo suggestivo e affascinante. L’El Royale è infatti un ambiente carico di suggestioni e rappresenta al pari del casinò che trova spazio nel lato Nevada della struttura, uno dei topos della cinematografia hollywoodiana. Da quella più recente, con i goliardici personaggi di Una notte da leoni, a Casinò capolavoro del genere diretto da Martin Scorsese.

Spazi coinvolgenti e immersivi che hanno trovato oggi il loro corrispettivo digitale nei tanti casinò virtuali che operatori come Unibet hanno sviluppato; in linea con un gaming sempre più proiettato verso una maggiore accessibilità dei contenuti videoludici, senza per questo nulla togliere al divertimento e alla seduzione. Come appare evidente alla pagina www.unibet.it/livecasino dove la piattaforma Unibet ripropone in chiave live, dal vivo, i migliori giochi della tradizione a cui lo spettatore, perdonate, il giocatore, partecipa di fronte a dealer in carne e ossa. Senz’altro più comodo che prendere un aereo e fiondarsi a Las Vegas. Lo show è infatti oggi modulato secondo un’offerta digitale dove risulta difficile distinguere la distanza tra gaming ed entertainment come appare chiaro cliccando all’indirizzo www.netflix.com/it/title/80227574 dove la piattaforma di streaming Netflix offre un avventuroso percorso a bivi seguendo i consigli e i suggerimenti di Bear Grylls. Si tratta di realtà, oppure di un film, o ancora di un documentario? Impossibile separarne i contenuti senza stravolgerne il senso.

Il reale si mischia con la fantasia ed è difficile distinguere dove inizia l’uno e finisce l’altra proprio come accade nell’universo narrativo di Drew Goddard in 7 Sconosciuti a El Royale. Niente è come sembra e tutto cambia. L’identità dei personaggi muta in base alle relazioni che intrattengono gli uni con gli altri. Lo spazio stesso in cui si svolge l’azione si trasforma, viene smontato e rimontato in base agli sviluppi imprevedibili dell’azione. È in questo gioco enigmatico e pericoloso che restiamo coinvolti, noi, tanto quanto i protagonisti di 7 Sconosciuti a El Royale.

Provare per credere.

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