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Ciampino, scoppia la polemica sugli asili nido

CIAMPINO (politica) - Fa discutere il ritardato avvio dell’attività didattica nelle strutture Axel e Girasole. Sel e Psi all’attacco

ilmmailio.it - contenuto esclusivo

A pochissimi giorni dall’apertura delle scuole, a Ciampino scoppia la polemica dopo l’annuncio dell’amministrazione Terzulli dell’avvio per il 18 settembre delle attività degli asili nido Axel e Girasole. Perche questo ritardo? “A causa di problematiche tecnico-amministrative circa l’affidamento del suddetto servizio - hanno dichiarato il Sindaco Terzulli e l’Assessore alla Pubblica Istruzione Gentile - non è stato possibile consentire il normale avvio. Ci scusiamo per il grande disagio arrecato ai genitori dei bambini e delle bambine che avrebbero dovuto iniziare il loro primo percorso scolastico. Detto ciò, l’Amministrazione si impegnerà affinché il servizio venga ripristinato il prima possibile”.

Immediata l’alzata di scudi delle opposizioni. Questa la reazione del Psi: “Prima gli aumenti dei servizi a domanda individuale, poi il nuovo portale che inizia a funzionare tardi, con difficoltà enormi, poi il mancato ascolto sul pasto domestico, che ancora a Ciampino nonostante le note del MIUR non viene effettuato ed ora, ultima chicca di una lunga serie, lo slittamento dell'apertura del servizio asili nido dal 1 settembre al 18 settembre 2017. La nostra domanda è: Chi risponderà ai cittadini dell'ulteriore disservizio e chi pagherà gli stipendi alle educatrici senza che il servizio venga erogato?". E ancora: "Come mai della mancata apertura il 1 settembre si avvertono educatrici e famiglie solo 4 giorni prima?".

Domande che rivolge anche il consigliere di Sel Abbondati: “Ma quale possono essere queste problematiche tecnico-amministrative? Quale destino per gli Asili nido comunali? Forse che il servizio degli asili nido comunali non era compreso nelle assunzioni del Piano industriale a suo tempo approvato dal Consiglio comunale come fa rilevare il Collegio dei Revisori dei Conti del Comune? O forse perché nel nuovo Piano Economico Finanziario previsto per la futura Azienda Speciale risulterebbe, sempre a detta dei Revisori, il mancato finanziamento nel bilancio comunale del servizio degli asili nido ed il conseguente realizzarsi di perdite per esubero di personale? O molto più semplicemente dovremmo prendere atto che l'indirizzo politico prevalente della maggioranza sarebbe ormai quello di far permanere fuori dal perimetro della gestione pubblica questo servizio essenziale per il nostro modello di welfare locale? Chissà...”, chiosa Abbondati.