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Grottaferrata: Andreotti incassa l'ok ai conti, pensa al rimpasto ed al mandato bis

GROTTAFERRATA (politica) - Il sindaco sembra aver superato il momento di difficoltà

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Luciano Andreotti “sogna” il raddoppio. Si parla di programmazione pluriennale in Aula consiliare a Palazzo Consoli e il sindaco architetto di Grottaferrata, da alcuni critici accusato di volare a volte troppo alto, rivendica addirittura il diritto a sognare. Lo fa rivolgendosi alle opposizioni che accusano la programmazione andreottiana di essere, appunto, “un libro dei sogni”.

Ma il primo cittadino è di buon umore e risponde con un sorriso: che sì, forse potranno servire anche dieci anni ma del resto le leggi consentono, a un sindaco, di bissare il primo mandato, ovviamente, se confortato dalla volontà degli elettori. Vale la pena allora andare a capire più a fondo le ragioni della bonaccia che accompagna il primo cittadino in queste giornate di metà aprile. Indubbiamente, come ha ricordato anche qualche notista castellano, solitamente ipercritico con la Giunta grottaferratese, approvare il secondo Bilancio significa entrare nel giro di boa del mandato.

albanoinLibroIl sindaco civico in quest’anno di apparenti tentennamenti, in realtà ha rinsaldato le radici civiche della sua maggioranza. Chi aveva velleità partitiche all’interno - forse per colpa della contemporaneità col virulento congresso Pd - ha fatto troppo presto e sguaiatamente il proprio exploit, credendo per un attimo (poi smentito dai fatti) di aver creato una fronda interna a sinistra del primo cittadino. Un sindaco, Andreotti, civico e realmente transpartitico ma ulteriormente credibile in quanto mai, in nome di equilibrismi o manovre, si è trovato a negare la sua radice culturale e intellettuale di uomo di sinistra.

Né gliel’ha mai chiesto la cosiddetta componente della maggioranza proveniente dal vecchio centrodestra. Le tentazioni leghiste che nell’estate del 2018, complice la luna di miele del neoministro Salvini e dell’omo nero nudo a Squarciarelli, che potevano aver contagiato qualche consigliere, sembrano essere per ora sopite in nome di una lealtà al contratto di governo civico-cittadino che sembra tenere. Ulteriore indizio anche il voto compatto dei grottaferratesi in Comunità montana che ha portato alla caduta del presidente Pucci e scatenato i malumori di una parte del Pd cittadino.

A colpire, nel corso del Consiglio sul Bilancio, è stato semmai il silenzio (in aula non sui giornali) del presidente della Commissione Bilancio, Massimo Garavini, pur sollecitato in più di una occasione all’intervento. Stupisce di più proprio perché in un passato non più lontano dello scorso autunno, proprio Garavini, nelle riunioni di maggioranza - a quanto riferiscono le cronache - si è lasciato andare a sfoghi roboanti, in particolare modo all'indirizzo dell’assessora al Bilancio, la tecnica capitolina, Chicca Prisco, fino ad oggi caposaldo del progetto civico andreottiano e popolarissima anche tra i consiglieri di minoranza.

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Quali saranno, dunque, le prossime mosse del consigliere del Faro che ha rivendicato la libertà politica di uscire in solitaria sulla stampa è difficile da capire. Di certo c’è che lo slancio di Andreotti verso la fase due del mandato, prevedrà ora, oltre ai sorrisi abituali e alle pacche sulle spalle, qualche somma da tirare per vedere se i conti (politici) del progetto civico tornano davvero per tutti. In caso contrario l’entusiasmo del motore di un’Amministrazione che finalmente lavora a pieno regime, non faticherà troppo a sistemare in corsa il cigolio di un ingranaggio, rumoroso o silenzioso a fasi inopportunamente alterne, da regolare senza incidere minimamente nell’andatura della gara che per la giunta Andreotti comincia ad essere finalmente soddisfacente.