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Grottaferrata, sfiducia in Comunità Montana: nel PD e nella politica locale il dibattito prosegue

GROTTAFERRATA (attualità) – Dopo le parole della Franzoso in aula il vicesgretario Roscini precisa la posizione del circolo, Mari conferma. Ma la questione di fondo è quella della motivazioni

ilmamilio.it

La smozione fiducia in Comunità Montana al Presidente Damiano Pucci (prevista per domani) ha fatto emergere in queste ore un dibattito vivace all’interno del PD di Grottaferrata. Questa mattina il vicesegretario Guido Roscini ha precisato, discostandosi dalle dichiarazioni fatte a titolo personale dalla consigliera Paola Franzoso (solidale col Pucci) che il circolo locale è soddisfatto della futura nomina di Danilo Sordi, ex sindaco Dem di Gallicano, alla guida dell’Ente.

“Pur condividendo la necessità di una maggiore informazione ai Comuni aderenti sulle attività della Comunità Montana, in qualità di componente della segretaria provinciale PD ed interpretando il pensiero della segreteria del circolo di Grottaferrata – ha affermato Roscini - esprimo soddisfazione per il fatto che la presidenza della Comunità Montana verrà affidata ad un esponente di centrosinistra e in particolare del PD, Danilo Sordi in luogo dell'attuale presidente Damiano Pucci esponente dell'UDC". A breve distanza sono arrivate anche le parole del capogruppo Fabrizio Mari, che non ha condiviso le parole della collega Franzoso. Mari ha evidenziato comunque che a due anni dalla loro investitura i consiglieri comunali rappresentanti Grottaferrata nell’Ente Montano non hanno mai relazionato il consiglio di Piazzetta Eugenio Conti sul lavoro svolto.

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Paola Franzoso, nella sua dichiarazione, aveva detto in effetti di esprimersi “a titolo suo personale”, ma anche a “nome di tutti gli appartenenti del PD che sono liberi di poter scegliere”. Il passaggio non è di poco conto e fa intendere come la defenestrazione improvvisa di Pucci, a soli due mesi dalla scadenza del mandato, abbia creato qualche divergenza interna. Su una cosa tutti i Dem criptensi però concordano: i consiglieri comunali locali firmatari della mozione (Bosso, Cocco, Paolucci) non hanno mai dato segni di insofferenza in due ultimi due anni della gestione Pucci. Di più: non hanno spiegato in aula quali siano state le motivazioni concrete, ovvero supportate dai fatti, che hanno portato alla scelta visto che in questi ultimi due anni (dall’inizio della Giunta Andreotti) nessuno aveva esposto problemi o casi eclatanti. Neanche il sindaco Andreotti, pur sollecitato, ha dato chiarimenti in aula nonostante la stessa Franzoso, in un passaggio del suo intervento, abbia fatto intendere pubblicamente che il primo cittadino era inizialmente contrario alla ‘cacciata’ di Pucci. Si è detto nel corso dell'assise (Bosso) che sono mancati i ‘presupposti di armonia’, ma senza approfondire il tema (accadrà nel prossimo consiglio comunale utile?). Non è dato sapere, ad esempio, se c’è stato un episodio in particolare in merito alla città di Grottaferrata nello specifico (o nella gestione del territorio di competenza) che ha rotto le relazioni di fiducia.

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Motivazioni da comprendere appieno, dunque, che però hanno - per non pochi analisti del territorio - un’origine precisa: l’incredibile scontro che ha portato la maggioranza del sindaco Damiano Pucci a Rocca Priora a dividersi nelle elezioni di maggio. Si è parlato, proprio per questi accadimenti, sopratutto in area ‘roccapriorese’, di una sorta di ‘resa dei conti’ perpetrata in più ambiti ai danni dell’attuale Presidente (almeno fino a domani, 15 aprile) e a cui hanno aderito consiglieri di natura trasversale. Le appartenenze di partito, infatti, quando si innescano determinate logiche non contano più. E così anche consiglieri comunali di centrodestra, indipendenti o civici dei Castelli Romani, ad esempio, possono essere concordi nell'eleggere un esponente del Partito Democratico di Gallicano. Tutto legittimo, sicuramente. Ognuno compie le sue scelte. Scelte clamorosamente celeri, per qualcuno sorprendenti, per altri strane. In verità non lo sono per niente. La politica è anche questo, nelle sue isolate stanze. Lontane, anzi lontanissime, da elettori e cittadini.

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